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Le lampade di Lucifero

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Ibridazioni, innesti di forme, zoo- e geomorfismi: da diversi anni, Nacho Carbonell sviluppa incessantemente un lavoro di sperimentazione con implicazioni fortemente narrative. Il designer spagnolo vuole liberarsi dalle convenzioni spingendosi oltre i limiti che separano design e arte contemporanea: uso funzionale e scultura, moderazione ed esuberanza, bellezza e bruttezza, violenza e dolcezza.

Con “Luciferase”, Nacho Carbonell, per la prima volta, presenta un lavoro che incorpora la luce: una collezione di quindici pezzi, creati in esclusiva per BSL Galérie, che è innanzitutto un insieme di organismi viventi in grado di sorprenderci con colori e texture. Il riferimento iconografico è nella flora e nella fauna che vivono negli abissi, nel buio totale tipico delle grandi profondità. Sono infatti creature bioluminescenti, a un tempo sofisticate e primitive.

Dopo aver sperimentato con carta, vetro, cuoio, legno, lattice e anche il mais, qui Nacho Carbonell sfida i limiti della resina epossidica, un materiale liquido solidificato dal calore, che lascia passare la luce del LED posto all’interno. L’esterno resta morbido e vellutato, seppur miscelato a sabbie colorate, polvere di gesso o di metallo: ecco la pelle di una specie sconosciuta, caratterizzata da spine, squame, lingue, cinghie, filamenti e dentature affilate. Alcuni di loro evocano lo splendore traslucido di pietre come ametista, quarzo o malachite, alcuni lo sguardo seducente di un predatore da grandi profondità, altri la bocca avida di una pianta carnivora.

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