Si chiama FLUX Binary Waves, scultura cibernetica sperimentata a Parigi | Architetto.info

Si chiama FLUX Binary Waves, scultura cibernetica sperimentata a Parigi

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Sperimentata vicino alla stazione ferroviaria SNCF a Saint-Denis, a Parigi, l’installazione cibernetica creata lungo un canale su progetto di LAb[au] (laboratorio per l’architettura e urbanistica). Si chiama FLUX Binary Waves l’installazione d’avanguardia che reagisce al movimento, al suono, alla luce e alle onde elettromagnetiche di telefoni cellulari, GPS o altri dispositivi. Lo scenario creato dai pannelli viene costantemente sollecitato dall’ambiente in un’esponenziale cascata di colori e suoni. L’installazione è formata da una rete di pannelli (12) alti 3 metri e larghi 60 cm. Distanziati 3 metri l’uno dall’altro formano un muro cibernetico. Ogni pannello ruota attorno al proprio asse ed ha un lato dalla superficie nera riflettente mentre sull’altro è bianco. La rotazione è controllata da microprocessori, capaci di definire con esattezza la velocità e l’angolazione, mentre la rete consente di sincronizzare il movimento dei 32 pannelli. Il tutto dà vita ad un gioco di luci, colori e suoni originati dai ritmi della mobilità cittadina. Infatti, l’installazione sollecita l’interazione con ogni individuo per aprire una breccia in una nuova percezione dello spazio urbano. {GALLERY}

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