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Spettacolo d’autore

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Anche quest’anno le opere luminose di grandi artisti, quindici progetti in tutto, animano le strade e le piazze di Torino e re-inaugurano “Luci d’Artista”. Da sempre molto amata dai cittadini, le sue origini sono rintracciabili, in prima istanza, in una precisa richiesta avanzata dai commercianti torinesi all’Assessorato alla Cultura, al quale chiedevano un maggiore impegno a sostegno dell’illuminazione natalizia. L’Amministrazione decise di raccogliere la sfida e diede il suo appoggio a patto però di dare vita ad una manifestazione dotata di un forte e preciso carattere culturale.

Anche se l’arte contemporanea soffre di un difetto di committenza e di mecenatismo, nel caso delle “Luci d’artista” il committente esiste: è la città, che ha chiamato un gruppo di artisti per interpretare e “dare luce” alle sue bellezze nascoste. A loro volta gli artisti hanno accettato il rischio di uscire dalle gallerie e di offrirsi al confronto e al dialogo con tutti i cittadini, compresi coloro che non hanno mai varcato la soglia di una galleria o di un museo.
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Anche se si tratta di un’operazione effimera – le luci, come di consueto, si spegneranno il prossimo 10 gennaio – il suo carattere di persistenza risiede nella volontà di incidere nel paesaggio urbano con una manifestazione giunta alla sua undicesima edizione. L’incarico di meravigliare la cittadinanza con una luce decorativa è stata affidata a una squadra di artisti di chiara fama, ma potremmo ascrivere questa operazione alla sfera del design come operazione di pianificazione visiva della città.

Ecco la mappa delle installazioni. Mario Airò, con Cosmometrie in piazza Castello; Vasco Are con Vele di natale, in Largo Borgo Dora; Enrica Borghi con Palle di Neve, in via Lagrange; Daniel Buren con Tappeto Volante, in Piazza Palazzo di Città; Nicola De Maria, con Il Regno dei Fiori…,in Piazza San Carlo, Richi Ferrero, con Lucedotto, in corso Lecce angolo corso Regina Margherita; Jeppe Hein, con Illuminate Benches, in Piazza Vittorio Veneto; Rebecca Horn, con Piccoli Spiriti Blu, al Monte dei Cappuccini; Joseph Kosuth, con Doppio Passaggio, ai Murazzi, Qingyun Ma, con Neongraphy alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in via Modane; Luigi Mainolfi con Luì e l’arte di andare nel bosco, in via Garibaldi; Mario Merz, con Il volo dei numeri alla Mole Antonelliana; Mario Molinari, con Concerto di parole ai Giardini Reali, Luigi Nervo con Vento solare, in Piazzetta Mollino; Mimmo Paladino, con Schegge di luce alla Palazzina Fiat di corso Agnelli; Giulio Paolini, con Palomar, in via Po; Michelangelo Pistoletto, con Amare le differenze a Porta Palazzo; Noi di Luigi Stoisa, in via Nizza; e infine Gilberto Zorio, con Luce, fontana, ruota nel Laghetto di Italia ’61.

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