Spore di luce | Architetto.info

Spore di luce

wpid-4284_SPOREa.jpg
image_pdf

Chi ritiene che la tradizione del vetro artistico di Murano sia una realtà superata e obsoleta, sbaglia di grosso. Molte aziende di quell’alveo operano secondo un gusto al passo con i tempi, valorizzando in pieno un know how e un linguaggio ben riconoscibili. Ne sono dimostrazione le collezioni di Murano Due, brand del gruppo FDV. Per quell’azienda Massimo Iosa Ghini ha creato Spore, una lampada a sospensione dall’aspetto onirico.

Un’ampolla di vetro trasparente racchiude alcune placchette rettangolari di metacrilato sabbiato, la cui geometria contrasta con la sinuosità irregolare del contenitore. Ciascuna di esse è dotata di un LED: la luce esce da tre lati, ciò che rafforza l’aspetto psichedelico della minuscola installazione.

Spore sembra il frammento di un abito di Paco Rabanne. Essa è stata concepita come modello esoterico. Non emette una luce intensa, ma promette un mondo di immagini alternative. Rivendica la necessità di nuovi contenuti e di una nuova ricerca espressiva. Il tema dominante resta comunque quello della leggerezza e della perdita di materialità, pienamente coerente con l’adozione dei LED.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Spore di luce Architetto.info