Tinkerlamp, la lampada 'open source' | Architetto.info

Tinkerlamp, la lampada ‘open source’

wpid-5002_lampadatinkerlamp.jpg
image_pdf

Una lampada interattiva fabbricata ‘digitalmente’, interattiva e per di più creata da persone senza alcuna conoscenza di elettronica. È il risultato del laboratorio “Arduino e la luce”, svoltosi nei giorni scorsi presso gli spazi della Fondazione Achille Castiglioni a Milano, e tenuto da Massimo Banzi. Un’attività svoltasi all’interno della mostra dedicata alla classica “Gibigiana” di Achille Castiglioni, qui presentata con bozzetti e prototipi inediti in un percorso espositivo ‘sperimentale’, curato da Marco Marzini e visibile fino al 10 agosto 2013.

L’idea di base della TinkerLamp, disegnata da Innocenzo Rifino, Diego Rossi con progetto di Mauro Piatti dello studio Habits, è quella di un oggetto che non necessita particolari nozioni tecniche per essere realizzato. La lampada, infatti, nasce come involucro minimo per i componenti del TinkerKit!, una raccolta di sensori e attuatori concepita per rendere la prototipazione molto immediata. Questi componenti ne permettono il funzionamento illuminotecnico e l’interattività.

Rispetto all’archetipo della lampada da tavolo, ha un paralume piccolo, adatto alle dimensioni limitate dei componenti. La materia prima è una semplice tavola in legno ritagliata in forme contenuta in un formato rettangolare (60×40), facile da trovare in commercio. Ritagliata al laser, la lampada è resa raffinata dal taglio a fisarmonica utilizzato per la curvatura e per il raccordo dei differenti componenti in legno. Lo studio ha sperimentato a lungo per giungere a capire le dinamiche ed esprimere al meglio le potenzialità dei differenti strumenti.

Un vero e proprio progetto di design 2.0: i disegni per il taglio della lampada sono infatti disponibili online in modalità open source, a questo link.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Tinkerlamp, la lampada ‘open source’ Architetto.info