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Un nuovo cuore per la lampada Costanza

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“To be continued” è un’espressione che si usa raccontando una storia che comincia, si sviluppa, si trasforma, ma che non finisce con la parola “the end”. La porta è ancora aperta a nuove svolte.

La lampada Costanza è, in questo senso, testimone perfetto della filosofia di Luceplan: un’attenta e costante ricerca nel campo dell’illuminotecnica per fare della luce artificiale una fonte di benessere per l’uomo. Il che vuol dire non solo adattarsi al cambiare dei tempi, ma precorrerli, intervenendo al contempo sull’aspetto tecnico, funzionale, estetico della luce, senza perdere di vista i fattori produttivo, economico ed ecologico.

Luceplan viene fondata a Milano nel 1974 da Paolo Rizzatto, Sandra Severi e dal marito Riccardo Sarfatti, figlio di quel Gino Sarfatti che dal 1939, con la sua azienda Arteluce, aveva trasformato l’illuminotecnica italiana, sperimentando nuove tecnologie produttive e nuovi materiali. Nel 1984 si aggiunge al gruppo Alberto Meda, ingegnere specializzato nell’utilizzo delle materie plastiche, dando nuovi stimoli alla produzione dell’azienda.

Da un impegno progettuale e imprenditoriale tanto attento, nascono, nel corso degli anni, lampade che sono il connubio di elementi stilistici classici (per forme e proporzioni) e qualità tecnologiche e materiche del tutto innovative; ciò rende i prodotti Luceplan segni intramontabili per la qualità della luce e presenze che si inseriscono con la stessa raffinatezza e disinvoltura in qualsiasi ambiente.

La lampada Costanza, progettata nel 1986 da Paolo Rizzatto, è il più chiaro esempio di tali presupposti. Nata come lampada da tavolo, da terra, da parete e a sospensione e prodotta in sette colori, pur rimanendo sempre se stessa, nel corso degli anni viene resa via via più versatile nei toni cromatici e nelle dimensioni, adatta ad ogni spazio, sia privato che pubblico. Nascono così Costanzina nel 1992, Grande Costanza e Open Air nel 2006, mentre Lady Costanza irrompe nel 2008 col suo lungo stelo ad arco.

Ma ciò che ha fatto di questa lampada un prodotto intramontabile, sono le sue innovative caratteristiche tecniche: la base in zama, una lega di zinco, che offre particolare resistenza agli urti e alla corrosione, le aste telescopiche in alluminio che ne permettono la regolazione a diverse altezze, il dimmer sensoriale a sfioro con quattro livelli di luminosità e, non ultimo, il paralume che, pur riecheggiando la forma tradizionale a tronco di cono, si distingue per le perfette proporzioni e per il materiale del tutto nuovo. 

Il Makrolon, lastra di policarbonato piena, importato da altre realtà produttive, nello spessore ridotto qui utilizzato presenta un’altissima resistenza agli urti e al calore, ma allo stesso tempo una facile lavorabilità ed una finitura traslucida che la rende perfetta come paralampada.

Il tutto viene fornito smontato, in ogni suo componente, paralume compreso, consentendo non solo di ridurre al minimo l’ingombro del contenitore, ma anche di facilitare lo smaltimento della lampada, una volta concluso il suo ciclo vitale. Sono queste attenzioni che da sempre testimoniano l’impegno di Luceplan verso la sostenibilità.

Impegno che oggi viene ribadito aprendo anche il suo prodotto icona al risparmio energetico, ampliandone allo stesso tempo la gamma cromatica. La Costanza presentata al pubblico del FuoriSalone 2014, racchiude in sé un nuovo cuore, un diffusore che permette al sistema di illuminazione Led di mantenere inalterate le caratteristiche di tonalità, morbidezza e piacevolezza che hanno sempre contraddistinto la luce di questa lampada. E i suoi colori vibrano di nuove, pittoriche tonalità, rafforzandosi nella versione Radieuse, con i suoi Rosso primario, Nero liquirizia, Blu petrolio, Giallo vivo, Grigio cemento, o facendosi più morbidi e raffinati nel Mezzo Tono del Verde alchimia, Rosa mistico, Bianco nebbia, Cipria, Nocciola.

Non stupisce che questa lampada abbia venduto, ad oggi, più di un milione di copie

L’autore


Valeria Bonatti

Diplomata al liceo classico, architetto e libera professionista, si è laureata alla Facoltà di architettura del Politecnico di Milano nel 1992, presentando come tesi un’esperienza di progettazione partecipata all’interno del “Forum Ecopolis” di Milano. Dopo aver lavorato a Parigi presso l’Atelier RoMa, inizia la libera professione, svolgendo attività di progettazione architettonica -sia nel campo della nuova costruzione che della ristrutturazione- e di progettazione d’interni, a Milano e all’estero. Affianca al lavoro di progettista la collaborazione con lo “Studio Michelangelo – Immagine e Comunicazione”, occupandosi di pubbliche relazioni per l’ideazione di fiere ed eventi promozionali. Ha collaborato con diverse case editrici e, per Edinterni, ha lavorato in redazione per la rivista BioCasa, bimestrale di informazione per la bioedilizia, il risparmio energetico, le fonti rinnovabili.

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