Installare pannelli solari in edifici storici: alcuni suggerimenti | Architetto.info

Installare pannelli solari in edifici storici: alcuni suggerimenti

Un set di linee guida non obbligatorie per approcciare il progetto di integrazione delle tecnologie da fonte rinnovabile sugli edifici

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Il centro di competenze BiPV della SUPSI, con sede a Canobbio, ha sviluppato un metodo per la valutazione dell’impatto delle tecnologie solari su edifici di riconosciuto interesse storico-culturale. Il lavoro, dal titolo “Sviluppo di linee guida tecniche e architettoniche per l’integrazione dei sistemi solari negli edifici storici”, è stato commissionato dalla municipalità di Bellinzona e si sviluppa a partire da una serie di criteri già presi in considerazione in alcuni Cantoni della Svizzera.
I criteri esistenti si basano prevalentemente sulla geometria e il posizionamento dei pannelli solari sulle coperture. La ricerca ne ha individuato altri, focalizzandosi in particolare sull’impatto visivo.
Uno dei primi requisiti per migliorare la qualità architettonica degli edifici nuovi o esistenti che prevedono l’installazione dei sistemi solari consiste nel definire e quindi cercare di ridurre le limitazioni formali che caratterizzano negativamente l’installazione, in modo da poter identificare le soluzioni più appropriate.
Si tratta di requisiti oggettivi che non escludono l’analisi di ogni caso specifico e che risulta fondamentale soprattutto in edifici o zone di interesse storico in cui la proposta d’intervento deve essere valutata da differenti punti di vista. Di seguito si riportano i requisiti indicati (Fig.1).

Fig73-1

Requisiti per migliorare la qualità architettonica degli edifici nuovi o esistenti con installazione di sistemi solari

Le seguenti raccomandazioni, non obbligatorie, sono di tipo soggettivo e fanno riferimento alle caratteristiche visive dell’installazione.

R1. Copertura della superficie costruttiva
I moduli solari diventano lo strato di copertura del tetto o della facciata dell’edificio. La soluzione è costosa ma è la più accettabile. Dove non risulta fattibile, occorre riferirsi al criterio C3. Forma.
R2. Multifunzionalità
Quando un sistema solare si integra nell’edificio, può rivestire anche un’altra funzione oltre a quella di produrre elettricità o ACS. L’installazione solare diventa infatti parte dell’edificio. I moduli solari rivestono lo stesso ruolo dei componenti che hanno sostituito, ad esempio, parte della facciata o del tetto.
R3. Applicazione
Sistemi solari applicati sopra strutture esistenti spesso non rappresentano una sostituzione di parti dell’edificio, che non vede modificata la sua struttura. L’installazione del sistema solare modifica la forma dell’edificio, alterandone gli aspetti estetici. Un’installazione si deve considerare integrata quando ricopre interamente la superficie dissimulando il tetto o la facciata.
R4. Estetica
L’obiettivo di un’installazione di sistemi solari è quello di non attirare l’attenzione, scegliendo prodotti che siano visivamente e dimensionalmente compatibili con l’edificio e il suo intorno. I moduli devono essere scelti in base a tutti gli elementi visibili (colore, copertura in vetro o polimerica, strato antiriflettente, cornice, e così via), in modo da poter selezionare il materiale e la texture più appropriati.
R5. Dimensione
Il dimensionamento dei sistemi solari dipende molto dal tipo di impiego. Per quanto riguarda il FV, esso è spesso determinato dai costi, dalla produzione di energia, dalla visibilità ecc. L’eventuale surplus non risulta essere un problema se è possibile la connessione alla rete elettrica nazionale. Una piccola installazione viene di solito posizionata parallelamente alla linea del tetto o della facciata e quando possibile su un lato. Andrebbe verificata la fattibilità di un’installazione che superi il 50% della superficie. Per quanto riguarda i collettori solari, una sovrapproduzione deve essere giustificata da un uso alternativo dell’acqua calda.

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