Industria delle costruzioni: l'Osservatorio congiunturale Ance | Architetto.info

Industria delle costruzioni: l’Osservatorio congiunturale Ance

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È stato presentato il 17 dicembre 2013 l’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, dal presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, e dal vice direttore generale e direttore del Centro studi Ance, Antonio Gennari: il rapporto fa il punto sulla crisi del settore e sulle condizioni per l’avvio di una ripresa del settore e dell’economia del paese.

Gli investimenti in costruzioni sono diminuiti del 30% tra il 2008 e il 2013 e, se si esclude la riqualificazione dello stock abitativo, unico comparto che ha registrato aumenti dei livelli produttivi, la perdita raggiunge il 43,6%. L’indice Istat della produzione nelle costruzioni registra, nei primi nove mesi del 2013, un’ulteriore flessione dell’11,2% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente (già -13,9% nel 2012 su base annua). La tendenza negativa del settore risulta visibile anche dall’evoluzione dei consumi di cemento, in calo tendenziale nel periodo gennaio-ottobre 2013 di circa il 16%, dopo il forte calo del 2012 (-22,1% su base annua).

Sul fronte occupazionale, i dati delle Casse edili evidenziano flessioni tendenziali, nei primi nove mesi del 2013, del 9,5% delle imprese iscritte, del 12,1% del numero degli operai e del 13,8% delle ore lavorate. Anche i dati dell’Istat sulle forze di lavoro confermano la tendenza negativa: nei primi nove mesi del 2013 gli occupati nelle costruzioni registrano una significativa flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che va ad aggiungersi alle perdita del 11,7% rilevata nel quadriennio 2009-2012. Sulla base degli indicatori disponibili l’Ance stima che dall’inizio della crisi i posti di lavoro persi nelle costruzioni sono 480.000 (-23,8%) che raggiungono le 745.000 unità considerando anche i settori collegati.

È proseguito nel terzo trimestre 2013 l’aumento dei fallimenti nelle costruzioni. Le imprese entrate in procedura fallimentare hanno registrato un ulteriore aumento del 9,7%, rispetto al terzo trimestre del 2012. Complessivamente dal 2009 al terzo trimestre 2013 i fallimenti nelle costruzioni sono stati circa 12.600 su un totale di circa 55.200 nell’insieme di tutti i settori economici. Pertanto, circa il 23% dei fallimenti avvenuti in Italia riguardano le imprese del settore costruzioni.

Sulla base di tali indicazioni e tenendo conto degli indicatori relativi alle costruzioni, la stima dell’Ance per il 2013 è di un’ulteriore flessione del 6,9% in termini reali degli investimenti in costruzioni, in peggioramento rispetto allo scenario formulato a giugno scorso (-5,6%).

La caduta dei livelli produttivi coinvolge tutti i comparti, dalla produzione di nuove abitazioni, che nel 2013 perde il 18,4%, all’edilizia non residenziale privata, che segna una riduzione del 9,1%, ai lavori pubblici, per i quali si stima una caduta del 9,3%. Solo il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali mostra un aumento dei livelli produttivi del 2,6% nel confronto con l’anno precedente.

L’andamento negativo degli investimenti in costruzioni è stato parzialmente mitigato dagli effetti derivanti dalla proroga e dal temporaneo potenziamento degli incentivi fiscali (55% e 65%) relativi agli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica. Ad attenuare il calo dei livelli produttivi contribuisce, inoltre, il pagamento di una parte dei debiti pregressi della pubblica amministrazione alle imprese.

La forte contrazione in atto nella nuova edilizia residenziale (-18,4% nel 2013) sottende un altrettanto significativo calo dei permessi di costruire. Secondo l’Istat, il numero complessivo delle abitazioni (nuove e ampliamenti) per le quali è stato concesso il permesso di costruire passa da 305.706 del 2005 a circa 92.800 stimato per il 2012, con una flessione complessiva del 70%, collocandosi sul un livello più basso riscontrato dalla fine degli anni 40.

Gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo, che rappresentano nel 2013 il 37,3% del valore degli investimenti in costruzioni, sono l’unico comparto a mostrare un aumento dei livelli produttivi. Rispetto al 2012, per gli investimenti in tale comparto si stima una crescita del 2,6% in termini reali.

Gli investimenti privati in costruzioni non residenziali segnano nel 2013 una riduzione del 9,1% in quantità. Ad incidere pesantemente su questo comparto produttivo, oltre alla difficile situazione economica, un fattore rilevante rimane il significativo razionamento del credito per il finanziamento degli investimenti.

mutui erogati alle imprese per investimenti non residenziali hanno registrato una riduzione del 27,9% nei primi sei mesi del 2013 dopo la forte caduta del 66,2% tra il 2007 ed il 2012. Per gli investimenti pubblici in costruzioni non residenziali, si stima nel 2013 una flessione del 9,3% in quantità.

L’Ance prevede per il 2014, nello scenario definito “tendenziale”, ancora un calo del 2,5% in termini reali degli investimenti in costruzioni, in rallentamento rispetto agli anni precedenti. La previsione tiene conto, oltre che delle indicazioni fornite dalle imprese associate, anche dell’impatto sugli investimenti derivante dalla proroga degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per l’efficientamento energetico e dalle misure di rilancio del mercato dei mutui.

Nell’analisi dei singoli comparti, la nuova edilizia abitativa perderà nel 2014 il 9,2% nel confronto con il 2013, mentre per gli investimenti in costruzioni non residenziali privati e pubblici il calo si attesterà, rispettivamente, al 4,3% e al 5,1%. Il recupero abitativo, registrerà un ulteriore aumento del 3% rispetto ai livelli dell’anno precedente. Dal 2008 al 2014, il settore delle costruzioni avrà perso il 31,7% degli investimenti pari a circa 58.400 milioni di euro, un livello particolarmente basso, paragonabile a quello del 1967.

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