Appennino Bike Tour entra nel vivo | Architetto.info

Appennino Bike Tour entra nel vivo

Dopo il lancio a metà 2016, è stato presentato il Piano per lo sviluppo sostenibile della Dorsale 2018-2020, che mapperà con segnaletica e cartellonistica gli oltre 2.600 km di strade secondarie che realizzeranno la più grande ciclovia d’Italia

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Un percorso ciclabile di oltre 2.600 km di strade secondarie lungo la dorsale appenninica, da nord a sud: è il progetto Appennino Bike Tour che, promosso da Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Confcommercio Ascom Bologna e l’associazione Vivi Appennino attraverso, mira alla creazione della più grande ciclovia d’Italia e al rilancio degli Appennini. Partendo da Altare, in provincia di Savona, e arrivando ad Alia, in provincia di Palermo, attraversa 14 regioni, oltre 300 comuni e 26 tra parchi nazionali e regionali.

Lanciato nel 2017 in occasione del G7 Ambiente di Bologna e partito su web con la campagna #AppenninoBikeTour e nella realtà con un tour inaugurale che si è svolto tra 15 luglio e 25 agosto, entra nel vivo: è stato infatti presentato il Piano per lo sviluppo sostenibile della Dorsale 2018-2020, che definisce le tappe attraverso cui nei prossimi tre anni il percorso definito dovrebbe essere mappato, con il coinvolgimento e la collaborazione di comuni, enti e associazioni attivi a livello locale, con segnaletica e cartellonistica.

La concretizzazione del progetto Appennino Bike Tour passerà prossimamente attraverso un nuovo tour dimostrativo, in cui l’ultracycling man Omar Di Felice percorrerà tutto il giro tra il 4 e il 14 aprile, mentre tra 16 e 17 giugno è prevista una giornata nazionale realizzata in collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana.

Appennino Bike Tour è l’ultimo arrivato dentro una strategia nazionale di supporto di una mobilità dolce intrapresa da tempo dallo Stato (non molto per la verità, ma per fortuna avviata), che si vuole integrare con la valorizzazione del patrimonio culturale e lo sviluppo di forme di turismo più sostenibili anche attraverso tipologie di collaborazioni finora inedite.

Risale a luglio 2016 la nascita del Sistema nazionale della ciclovie turistiche, il primo coordinamento nazionale che raccoglie e canalizza istanze e progetti di viabilità ciclabile internazionali con le molte azioni già avviate sul territorio nazionale a livello locale. Tre protocolli d’intesa firmati da Mit e Mibact e i vertici di otto regioni (Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Basilicata e Puglia) sanciscono l’avvio del processo di progettazione e realizzazione delle prime tre ciclovie turistiche nazionali: la Ciclovia Ven-To, 680 km lungo il fiume Po che collegheranno Venezia con Torino, la Ciclovia del Sole, 300 km da Verona a Firenze che faranno parte della Ciclopista del Sole ideata dalla Fiab all’interno di Eurovelo 7, e la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, 500 km da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE). A questi si aggiunge un quarto tracciato, il Grab – Grande raccordo anulare delle biciclette, che a settembre ha visto la firma di un Protocollo d’Intesa tra Mit e comune di Roma per lo stanziamento dei primi fondi.

Il Sistema viene inserito nella Legge di Stabilità 2016 e si prevede un investimento statale di 91 milioni di euro suddivisi in tre anni, 17 milioni nel 2016 e 37 nel 2017 e nel 2018, poi cofinanziato in diversi modi anche a livello regionale e locale.

È stato infine approvato in via definitiva a inizio anno il Piano straordinario per la mobilità turistica 2017-2022 che, parte di “Connettere l’Italia”, ha visto Mit, Mibact e Regioni accordarsi su obiettivi comuni che saranno realizzati agendo sui punti di accesso al paese: la riduzione dei tempi di connessione tra porti, aeroporti e stazioni ferroviarie e siti e distretti turistici, il recupero delle infrastrutture dismesse (di cui fa parte anche il piano di recupero delle ex case cantoniere Anas e delle stazioni ferroviarie non più funzionanti), la promozione dello sviluppo di piattaforme digitali per la raccolta dati e l’upgrading delle infrastrutture di trasporto e il sostegno alla mobilità ciclo-pedonale con finalità turistiche (che comprende la realizzazione dei 6.000 km del Sistema delle Ciclovie turistiche e il Progetto Valore Paese, Cammini e Percorsi lanciato lo scorso anno e arrivato al secondo bando che, in scadenza il 16 aprile, assegnerebbe in concessione di valorizzazione per 50 anni 48 immobili).

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