Il Concorso Architettura Sostenibile 2013 premia il talento "rosa" | Architetto.info

Il Concorso Architettura Sostenibile 2013 premia il talento “rosa”

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Si è tenuta sabato scorso, nell’ambito di Expoedilizia, la cerimonia di premiazione del Concorso Architettura Sostenibile dedicato alla memoria di Raffaella Alibrandi, amministratore delegato di Fiera Roma. Ideato e promosso da Ros, società partecipata da Senaf e Fiera Roma, il concorso ha l’obiettivo di promuovere il talento di giovani laureate in architettura o ingegneria, premiando con due borse di studio da 2.500 euro cadauna le migliori tesi di laurea che riguardano progetti di recupero edilizio e di nuove costruzioni a destinazione pubblica realizzati in chiave sostenibile.

Tra i 215 i progetti ricevuti, si aggiudicano il premio per la categoria “Nuove costruzioni a destinazione pubblica” l’arch. Anna Paraboni e l’arch. Vincenza La Rocca, laureate presso l’Università Politecnico di Milano, con la tesi di gruppo dal titolo “Progetto dell’ambasciata Svizzera a Nairobi: spazi e tecniche tra rappresentatività e integrazione”.

La tesi prende spunto dal bando emesso per la costruzione della nuova ambasciata svizzera a Nairobi, capitale del Kenya. Un’ambasciata incarna da un lato l’identità di una nazione all’estero, ma allo stesso tempo essa si deve necessariamente integrare con la cultura locale, mantenendo elevati standard di sostenibilità e di una organizzazione degli spazi ottimale dal punto di vista della sicurezza e della rappresentanza diplomatica.

Per questo nel progetto vengono utilizzati sia la Nairobi bluestone – pietra estratta in città che oltre ad essere rappresentativa del loco, ha un’alta reperibilità e abbatte così i costi di trasporto – sia il cemento faccia a vista, tipico del linguaggio svizzero. Per soddisfare gli obiettivi di sostenibilità ambientale sono state introdotte strategie che coinvolgono l’illuminazione, la ventilazione, ma anche la raccolta dell’acqua piovana e la produzione di energia elettrica.

Vincitrici per la categoria “Recupero del patrimonio edilizio esistente” l’arch. Eleonora Lauri e l’arch. Angela Lombardi, laureate presso l’Università La Sapienza di Roma, con la tesi di gruppo dal titolo Riqualificazione bioclimatica, energetica ed ambientale di un edificio industriale e degli spazi archeologici: il caso dell’area Ocriclum a Otricoli (Terni).

La tesi prevede la progettazione di un centro culturale e di una copertura bioclimatica all’interno del Parco archeologico di Otricoli. La conversione e riqualificazione dell’ex edificio industriale prevedono la creazione di un centro polifunzionale composto da diverse strutture ricettive per il pubblico, dalla biblioteca comunale, ai laboratori, passando per le sale conferenze, le aree per il ristoro e relax.

La riqualificazione bioclimatica della costruzione è caratterizzata da un incremento dell’illuminazione e ventilazione naturale interna grazie all’introduzione di camini solari, coperture traslucide, schermature e un miglioramento del comfort dell’edificio stesso per la presenza di pareti ventilate interne ed esterne. Il progetto prevede anche la costruzione di una nuova copertura bioclimatica a protezione delle terme, che sono resti più degradati dell’intero complesso archeologico, e la progettazione e riqualificazione del parco archeologico tramite l’inserimento di elementi energetici, schermanti e di funzioni per tutte le tipologie di utenze.

La giuria del concorso – che ha avuto il patrocinio della Camera di Commercio di Roma, del Green Building Council Italia e della Fondazione Promozione Acciaio – ha inoltre selezionato alcuni progetti meritevoli di una menzione speciale per la categoria “Recupero del patrimonio edilizio esistente”: Alessandra Alimonti e Vincenza De Vincenziis “Abitare la città. Strategie di Riqualificazione dei quartieri Ater di Pescara”; Cristina Aloisio “Tesi in retrofitting sostenibile dell’ex colonia agricola presso l’ospedale psichiatrico di Collemaggio a L’Aquila”; Camilla Cianci “Borghi della rigenerazione: valorizzazione sostenibile della Marmilla, caso di Lunamatrona”.

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