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Il Mose alla prova generale, paratoie in superficie

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La prima movimentazione delle prime quattro paratoie, sulle 78 previste dal progetto, alla bocca di Lido di Venezia è avvenuta intorno alle 15 di sabato 12 ottobre 2013 e viene definita come “un passaggio decisivo” per il completamento del Mose, il sistema di dighe mobili che permetterà di salvare Venezia e la Laguna dalle acque alte. La prima paratoia ad emergere dall’acqua è stata la numero 7. Poi, a sette minuti circa una dall’altra, la 6, la 5 e la 4.

Attualmente il Mose è arrivato a uno stato di avanzamento lavori di circa l’80% e il Consorzio Venezia Nuova è l’esecutore dell’opera che consegnerà ultimata allo Stato, ente proponente, per assicurarne il funzionamento nel 2016. Il costo del sistema ammonta a 5.493 milioni di euro, di cui 4.934 milioni per realizzare il dispositivo di difesa e 559 milioni necessari per compensazioni ambientali, il monitoraggio dei cantieri e le piattaforme informatiche.

Lo Stato ha stanziato 4.867 milioni di euro, ma a oggi ne sono disponibili solo 3.704. Il Consorzio Venezia Nuova per ovviare ai ritardi, giunti fino a due anni, e permettere ai lavori di proseguire, ha fatto ricorso a rilevanti prestiti ponte per anticipare le risorse necessarie..

Lo scopo del progetto Mose è proteggere la laguna, le sue città, gli abitanti e il patrimonio storico, artistico e ambientale dalle acque alte, compresi gli eventi estremi. In futuro il fenomeno delle acque alte potrebbe aggravarsi per il previsto aumento del livello del mare come effetto dei cambiamenti climatici. In questo quadro il sistema di dighe mobili sarà in grado di assicurare la protezione della laguna anche se si dovessero verificare le ipotesi più pessimistiche, come una crescita del mare fino a 60 cm.

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