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Il ponte cinese a nastro che offre percorsi alternativi

Il 26 settembre è stato inaugurato il ponte realizzato dallo studio olandese Next Architects nella città di Changsha, in Cina. La struttura a nastro consente percorsi alternativi

© Next Architects
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Lo sviluppo del parco fluviale attorno al lago Meixi nella città-prefettura di Changsha, in Cina, ha portato negli utlimi anni alla realizzazione di molte grandi opere. Nel 2013 è stato bandito un concorso internazionale per la costruzione di un ponte pedonale che attraversasse il fiume del Re Dragone, vinto dagli olandesi Next Architects, e che è stato inaugurato lo scorso settembre. Lo studio non è nuovo a soluzioni inconsuete simili a questa: nel 2014, in scala decisamente più piccola, ha ultimato un ponte simile per una collinetta in Olanda (guada il progetto).

Il ponte cinese si muove su altre scale. Si chiama The Lucky Knot, è lungo 185 metri e alto 24, ma soprattutto ha una forma assolutamente inusuale. Il nome infatti rimanda sia alla tradizione cinese dei nastri rossi portafortuna, sia al nastro di Moebius. Dice John Van De Water, della sede di Next Architects di Pechino: “La forma a nastro trae ispirazione da Moebius, oltre che dall’arte dell’annodamento cinese. Nella antica arte popolare decorativa cinese, il nodo simboleggia la fortuna e prosperità”.

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© Phaidon

Un’onda rossa quasi infinita di salite e discese, di scale e mini tunnel, di scivoli e archi, il ponte Lucky Knot è stato progettato non solo per le attività ricreative integrate nel progetto del parco fluviale, ma anche come attrazione turistica, che consente di godere del panorama circostante da una prospettiva davvero unica.

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© Next Architects

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© Next Architects

Fedele al concetto di nastro che tiene insieme due opposti, oltre a rappresentare infatti l’unione delle due sponde del fiume, unisce l’antico con il nuovo, nonché le prospettive date dalle diverse altezze dei punti di vista sulla città.
Un’opera importantissima per lo sviluppo regionale, che sta investendo in infrastrutture a basso impatto ambientale.

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  • Riccardo Baldinotti

    Fra le tante alternative offerte, sembra che ne manchi una senza barriere architettoniche. Bravi olandesi… 🙁

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