L'ascensore del Duomo di Milano, esigenze sociali o solo turistiche? | Architetto.info

L’ascensore del Duomo di Milano, esigenze sociali o solo turistiche?

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L’installazione di ascensori in spazi frequentati quotidianamente da migliaia di persone è considerata un’opera di progettazione di complicata realizzazione, per le numerose variabili da considerare e per l’identificazione delle priorità funzionali dell’opera.

Opinioni contrastanti sono all’ordine del giorno, come dimostra il dibattito che si sta sviluppando a proposito dell’ascensore che dovrebbe dare accesso alla terrazza panoramica del Duomo di Milano. Il caso è paradigmatico: l’idea nasce per consentire a turisti (e cittadini) anziani o disabili di accedere al tetto della cattedrale, in occasione dell’ingente flusso di visitatori previsto per l’Expo 2015, ma le difficoltà legate alla realizzazione dell’opera e l’eventualità di puntare su un progetto che sarebbe attivo per soli due anni stanno alimentando le reazioni di esperti ed opinione pubblica.

In primo luogo, i problemi interessano le principali soluzioni progettuali finora ipotizzate. In particolare, l’ascensore richiederebbe una struttura di sostegno di circa 80 metri che andrebbe ancorata ad un basamento realizzato tramite uno scavo che a sua volta potrebbe risultare molto invasivo per l’architettura di Piazza del Duomo. Oltre ai dubbi relativi all’esito estetico dell’operazione, il rischio effettivo di incappare in resti medioevali o romani durante le operazioni necessarie a creare le fondazioni della struttura.

Suscita polemiche anche un altro aspetto della questione: l’idea di spendere fondi per un’installazione temporanea lascia perplessi tutti coloro che preferirebbero investimenti concreti destinati all’eliminazione permanente delle numerose barriere architettoniche che precludono ai cittadini disabili l’accesso non solo a monumenti e destinazioni turistiche, ma anche alla normale possibilità di spostarsi in città ed utilizzare i servizi pubblici. L’installazione di montascale, ascensori e piattaforme elevatrici comporterebbe una soluzione praticabile senza particolari impedimenti, considerato che in Italia sono attive aziende altamente specializzate che hanno realizzato impianti di questo tipo anche per sistemi di trasporto pubblico di vere e proprie metropoli estere, come ad esempio i 35 montascale Ceteco che dal 2011 rendono accessibile ai disabili il Bus Rapid Transit di Bangkok.

I diversi punti di vista attorno alla questione non sono tuttavia inconciliabili, a patto di mettere in moto le eccellenze italiane della progettazione con l’obiettivo di integrare i risultati estetici e funzionali in un progetto che consideri l’eliminazione delle barriere architettoniche un’opportunità di sviluppo sociale, oltre che economico.   

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