Scali dismessi a Milano: cinque scenari per sette stazioni | Architetto.info

Scali dismessi a Milano: cinque scenari per sette stazioni

San Cristoforo, Farini, Porta Genova e Porta Romana, Greco-Breda, Lambrate e Rogoredo saranno al centro di una delle più importanti trasformazioni urbane a scala europea. Verde, integrazione e connessione accomunano proposte riassuntive di un workshop che aveva coinvolto 2.000 cittadini

Lo scalo Farini per Mecanoo
Lo scalo Farini per Mecanoo
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Mad Architects, Mecanoo, Emtb, Cza e Sba per le aree di Farini, Porta Genova, Porta Romana, Lambrate, Greco, Rogoredo e San Cristoforo: cinque strategie di sviluppo urbano per la riqualificazione integrata di sette scali ferroviari dismessi di Milano sono stati al centro della mostra “Cinque scenari in mostra a Milano”, allestita a Porta Genova durante i giorni della Milano Design Week.

Le proposte sono il primo risultato della ripresa di un percorso voluto da FS Sistemi Urbani in collaborazione con il Comune di Milano che avrebbe dovuto tracciare scenari per lo sviluppo di aree strategiche dismesse dalle ferrovie. Interrotto con la fine dell’amministrazione Pisapia (quando il consiglio comunale non aveva ratificato l’accordo di programma che avrebbe dovuto essere siglato tra Comune, Ferrovie e Regione Lombardia per l’utilizzo delle aree), il processo è ripartito a dicembre con l’organizzazione di un workshop di tre giornate aperto alla città. Intitolato “Dagli scali, il futuro della città” aveva coinvolto i titolari di cinque importanti studi di architettura internazionali (Ma Yansong, Francine Houben, Benedatta Tagliabue, Cino Zucchi e Stefano Boeri) affidando loro la gestione dei dibattiti in cui erano stati coinovlti anche 2.000 cittadini e, successivamente, il compito di dare forma ai loro risultati.

“Cinque scenari in mostra a Milano”, oltre ad esporre le cinque strategie emerse, ha confermato l’intenzione della nuova amministrazione di proseguire sulla strada dei grandi cambiamenti urbani, che continua a posizionare il capoluogo lombardo saldamente in cima alla classifica delle città più attive nella promozione di processi di trasformazione e rigenerazione del territorio.

Distribuite attorno al centro cittadino, le sette aree mettono a disposizione quasi 1 milione di nuovi metri quadri che diventeranno un sistema interconnesso di attività al servizio della città, del suo sistema produttivo e della sua offerta culturale.

Nella parte ovest, San Cristoforo conta 140.200 mq destinati a parco; a nord, i 404.000 mq di Farini (che a dicembre hanno ospitato il workshop) sono l’area più grande, ponte tra Garibaldi-Repubblica e il futuro della vicina Bovisa, mentre i 62.200 mq di Greco-Breda, prossimi al polo universitario di Bicocca, si propongono come una possibile area per residenze studentesche. A est, Lambrate, 70.200 mq, è prossima al campus Leonardo del Politecnico di Milano. A sud Rogoredo offre infine l’area dimensionalmente più ridotta, 21.150 mq, mentre Porta Genova e Porta Romana, rispettivamente 187.300 mq e 88.400 mq, si legano alla moda e al design, prossime ad aree in trasformazione rivitalizzate negli ultimi dalla nuova Fondazione Prada e a uno dei distretti storici del Fuorisalone, zona Tortona, e al quartiere dei Navigli.

“Memoria e Futuro: Milano Rinasce” (elaborato dai cinesi Mad Architects) integra con la città e fra di loro gli scali riqualificati creando micro-città con specifiche “missioni” (connessioni, verde, vivere, cultura ed economia) attraverso un ruolo attivo del verde e dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di mobilità: da una parte quella “lenta” e sostenibile di piste ciclabili, percorsi pedonali e aree a traffico limitato, dall’altra quella carrabile e su rotaia, soprattutto pubblica (metropolitana e verso l’esterno).

La proposta materializzata dagli olandesi Mecanoo immagina invece i sette scali come hub multimodali, verdi e connessi, che scoraggeranno l’uso dell’automobile e diventeranno mezzo per la realizzazione del futuro sviluppo sostenibile della città. Cinque sono le linee guida emerse durante i dibattiti: gli scali saranno fulcro della mobilità e concentreranno più sistemi di trasporto, soprattutto pubblico e ciclabile; dovranno individuare aree interne progressivamente chiuse al traffico urbano, muovendosi nella direzione di un futuro senza auto; la “circle-line” individuata dalla loro posizione diventerà un luogo in grado di collegare attraverso l’integrazione tra piste ciclabili, trasporto pubblico e sistemi di car e bike-sharing e auto elettriche; Milano verrà ripensata come una città inclusiva, accessibile e aperta; attraverso la realizzazione di edifici iconici multifunzionali gli scali diventeranno landmark, punteggiando in modo riconoscibile la circle-line (leggi anche: Il nuovo campus di ingegneria a Manchester sarà realizzato da Mecanoo).

Per il gruppo gestito da Benedetta Tagliabue il sistema degli scali realizzerà dei “Miracoli a Milano” e avrà come elemento di connessione l’acqua, veicolo del processo di rigenerazione. Ogni scalo avrà una sua identità specifica contraddistinta da un nome: Farini, vicino al Naviglio, sarà lo Scalo dell’acqua grazie al tracciamento di nuovi canali; Porta Genova sarà lo Scalo della Creatività e accoglierà nuovi spazi espositivi e dedicati espressamente al design e alla moda; l’AgriCultura caratterizzerà San Cristoforo, dove verrà realizzato un giardino botanico; Greco-Breda sarà lo Scalo della Luce, in cui passerelle pedonali diventeranno installazioni luminose e spettacoli legati alle luminarie animeranno gli spazi; l’Innovazione sarà caratteristica di Porta Romana, che ospiterà spazi per i giovani e start up; i Giovani saranno al centro della nuova vocazione di Rogoredo, mentre Lambrate conferma l’attuale, il design, attraverso la realizzazione della Casa del Design.

“Sette bellissimi broli”, impostato Cino Zucchi Architetti, rende uno spazio collettivo in cui la presenza del verde non è solo soddisfacimento di uno standard urbanistico generatore di qualità urbana. Il “brolo” lombardo (prato alberato) diventa elemento unificante della cerchia dei nuovi “broli” cittadini, simbolici della nuova città policentrica e spazi le cui vocazioni vengono definite dalle funzioni urbane.

Fedele alla visione che sta portando alla realizzazione di boschi verticali in giro per il mondo, Stefano Boeri Architetti, con “Un fiume verde per Milano”, punta tutto sul verde e sulla sostenibilità. Immagina un sistema continuo di parchi che occuperanno il 90% della superficie degli scali, con il restante 10% destinato a costruzioni ad alta densità che realizzeranno residenze e spazi per i giovani e social housing, aree culturali e di servizio al cittadino. Collegati da un nuovo anello di mezzi di trasporto pubblici di superficie, gli scali, ognuno con la sua vocazione, saranno un importante elemento per il miglioramento della qualità della città e della sia vivibilità: grazie allo sfruttamento delle acque di falda per la produzione di energia, i nuovi edifici saranno meno impattanti sull’ambiente, mentre il verde sarà in grado di assorbire ingenti quantità di anidride carbonica in cambio della produzione di ossigeno e contribuirà a raffrescare in modo naturale.

Nonostante le polemiche (la chiamata diretta per “chiara fama” degli architetti coordinatori dei workshop aveva sollevato non poche critiche), ci si auspica che il processo continui. E non resta che aspettare i suoi esiti.

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