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Agente provocatore

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Nella cultura del progetto è largamente condiviso un principio: più le situazioni d’intervento sono difficili e vincolate, più i risultati sono originali… soprattutto se entra in gioco la genialità del designer!
È il caso del ristorante Subu, a Pechino, progettato recentemente dal designer danese Johannes Torpe. La difficoltà di partenza risiede nella preesistenza architettonica, ovvero un centro commerciale situato nel quartiere degli affari. La caratterizzazione spaziale, basata su una grande copertura inclinata, realizzata mediante travi reticolari e vetro, avrebbe rischiato di “schiacciare” visivamente l’allestimento del ristorante, collocato al piano superiore, a diretto contatto con l’altissimo tetto trasparente. Torpe lo neutralizza mediante una sequenza telescopica di nastri giganti colorati, dall’andamento curvo, valorizzando però l’immenso volume a disposizione. A questo punto, sono pochi segni (compresa la grande insegna al neon) a fare spettacolo.{GALLERY} A tutti gli effetti, il Subu si trova in una sorta di piazza coperta. A dispetto della situazione un po’ schematica, il progettista riesce a organizzare lo spazio in modo articolato. Sotto i grandi archi illuminati, numerosissime postazioni per i drink e per il food più informale. Dentro ai due portici laterali, sono ricavate delle grandi cabine(esternamente in resina bianca, internamente imbottite), che fungono da privé; essendo di dimensioni notevoli, possono accogliere tavoli apparecchiati anche per 12 persone ciascuno, mantenendo comunque il senso dell’esclusività e dell’eleganza.
Dappertutto, sedie disegnate dallo steso Torpe. E sempre dappertutto, l’impronta di un designer appartenente alla falange più rock e sperimentale del design europeo.

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