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Blob di carta

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Ancora uno dei tanti paradossi che si vanno manifestando nel design contemporaneo, causati dalle impetuose applicazioni delle nuove tecnologie.

Oramai la carta può essere considerata un materiale arcaico. Ma con l’avvento del digitale può vivere delle straordinarie riattualizzazioni, specialmente applicata a settori che non hanno nulla in comune con la cartotecnica.

Mathias Bengtsson ha disegnato e realizzato una poltrona pesantemente caratterizzata da forme instabili e asimmetriche. È un blob cinetico e mutevole che deriva dall’assemblaggio verticale di tantissimi fogli di carta. Ovviamente ognuno ha contorno e dimensione diverso dall’altro. È una sperimentazione stratigrafica in cui l’occhio fa perfino fatica a comprendere l’esatta volumetria e la vera profondità.

Ancora una caso di rapporto paradossale tra l’applicazione di tecnologie sofisticate – tanto nella sagomatura che nel taglio laser dei fogli – e l’unicità del pezzo. Come si vede, l’epopea delle plastiche a unica iniezione è un ricordo lontano.

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