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Bookworm: la libreria diventa flessibile

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Che una libreria potesse essere qualcosa di diverso da una serie di piani orizzontali e verticali che si intersecano era inimmaginabile. Almeno fino a quando Ron Arad disegna, nel 1994, un’alternativa flessibile e serpeggiante che avrebbe definitivamente alterato il concetto di scaffale per accogliere e custodire libri noto fino a quel momento.

Nasce così la Bookworm, nome che significa “topo da biblioteca”, da un’intuizione di Ron Arad, artista nato a Tel Aviv nel 1951 che tra gli anni Ottanta e Novanta sposta progressivamente il suo lavoro e la sua ricerca dall’architettura al design. Ed è in questo periodo della sua vita che l’artista disegna nel suo studio oggetti che sarebbero diventati degli inconfondibili classici del design. Tra questi la libreria Bookworm, frutto degli esperimenti di Arad con la lastra d’acciaio, materiale con il quale venne inizialmente realizzata. A questo punto entra in gioco l’azienda italiana Kartell che si interessa al progetto di Arad e, da pioniera nell’uso della plastica nell’arredamento, pensa di realizzare la Bookworm con un polimero termoplastico estruso flessibile. È così che la creatività di un’artista si unisce alla tecnologia di un’azienda, dando vita a un progetto di libreria totalmente rivoluzionario per i canoni dell’epoca, prodotta a partire dal 1994. Un’accurata analisi del processo di estrusione ha permesso di realizzare una libreria sinuosa che assume la forma desiderata senza per questo compromettere resistenza e funzionalità, caratteristiche imprescindibili per una libreria.

Con Bookworm è infatti la creatività personale a decidere quale forma far assumere al proprio scaffale porta libri. La libreria firmata Ron Arad è prodotta fino ad oggi in diversi colori – blu cobalto, rosso vino, bianco opalino, nero, alluminio e bianco lucido – e in tre differenti lunghezze – 320, 520 e 820 centimetri –. Ciascun modello è dotato di un numero diverso di supporti ferma libro, ciascuno in grado di sopportare un carico di circa 10 kg.

L’aspetto che forse meglio di altri riesce a esprimere la portata innovativa, l’unicità della Bookworm è il fatto che un articolo prodotto in serie per il mercato di massa sia al contempo dotato di un’autonomia scultorea che lo avvicina al concetto di arte.

O.O.

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