Com'è il nuovo Icehotel, l’hotel di lusso che si scioglierà | Architetto.info

Com’è il nuovo Icehotel, l’hotel di lusso che si scioglierà

In Lapponia è la volta del 26° Icehotel, l’albergo temporaneo interamente realizzato in ghiaccio e neve, dotato di suite uniche scolpite da artisti di tutto il mondo

© Asaf Kliger
© Asaf Kliger
image_pdf

Come ogni inverno, l’Icehotel temporaneo situato nei pressi della città di Jukkasjärvi, nella Lapponia svedese, ha aperto le porte a visitatori e turisti che desiderano vivere l’esperienza di dormire sul ghiaccio. Non si tratta di un hotel qualunque ma del primo hotel di ghiaccio al mondo, realizzato ogni anno con i blocchi provenienti dalle acque gelate del fiume Tonre e scolpito a mano come un’opera d’arte. Attraverso una combinazione ingegnosa di ghiaccio e neve chiamata sn-ice, l’Icehotel mostra i progetti più strani e più creativi di artisti internazionali; quello di quest’anno, inaugurato l’11 dicembre 2015 e destinato a sciogliersi verso la fine di aprile 2016, è il 26° Icehotel lappone.

Collocato nella natura incontaminata della Lapponia, l’hotel dista solo 14 km dalla città più settentrionale della Svezia ed è situato 200 km più a nord del Circolo Polare Artico. Se le temperature esterne raggiungono i -30°C, all’interno dell’Icehotel la temperatura è mantenuta costante e “mite” a -5°C.

Vi sono diverse tipologie di camere in cui è possibile soggiornare (le stanze sono in tutto 55), ma le Art Suite sono indubbiamente un gioiello progettuale. Artisti provenienti da tutto il mondo e da una vasta gamma di discipline hanno infatti realizzato 19 suite originali come pezzi d’artigianato: ogni camera varia in stile, tema e design ma tutte dispongono di installazioni tridimensionali, sculture intricate e mobili, interamente scolpiti nel ghiaccio e nella neve. Anche il letto è un blocco di ghiaccio, coperto da un materasso, da uno strato di pelli di renna e da un sacco a pelo polare.

Elephant in the Room

Art suite: “Elephant in the Room”, AnnaSofia Mååg © Asaf Kliger

Show Me What You Got:Tjåsa Gusfors, David Andrén

Art Suite: “Show Me What You Got”, Tjåsa Gusfors and David Andrén © Asaf Kliger

Sculture mozzafiato riproducono animali simbolici come l’elefante africano a grandezza naturale realizzato da AnnaSofia Mååg, un’artista svedese specializzata in sculture di ghiaccio; o le pecore scolpite nella suite “Counting Sheep” progettata dall’architetto designer italiano Luca Roncoroni per chi trascorre notti ansiose; o ancora la suite di Tjåsa Gusfors e David Andrén sul tema “Show Me What You Got”, modellata sulle forme di un pavone.

Altri temi invitano a ragionare sul “Potere dell’amore” come la suite del duo tedesco Sebastian Scheller e Kristina Möckel pensata come un barometro dell’amore che cattura l’energia di chi si sdraia sul letto e proietta in uno schermo delle visioni fantastiche; c’è chi invece affronta l’amore con lo stile iconico di vita degli anni ’70 (“Love Capsule” di Luc Voisin e Mathieu Brison).

Alcune suite trovano ispirazione nella forma architettonica dell’arco, ripetuta in diverse dimensioni dagli scultori AnnaKatrin Kraus e Hans Aescht nella suite “The Flying Buttress”; Rob e Timsam Harding, padre e figlio, riproducono invece un igloo con una superficie che presenta rientranze circolari.

Love Capsule

Art Suite: “Love Capsule”, Luc Voisin and Mathieu Brison © Asaf Kliger

Eye Suite

Art Suite: “Eye Suite”, Nicolas Triboulot and Cédric Alizard © Asaf Kliger

Un tema completamente diverso è legato al film horror del 1920, “Il gabinetto del dottor Caligari” in cui due artisti greci hanno ricreato il paesaggio deformato di case addossate permeate da un’illuminazione spettrale; Nicolas Triboulot e Cédric Alizard si sono invece divertiti a scolpire lo spazio della “Eye Suite”, giocando con le trasparenze dei cristalli, con gli angoli acuti e le forme eleganti e fragili su cui si riflette la luce. Il soggiorno in una Art Suite varia tra i 450 euro e gli 810 euro, ma è possibile soggiornare in camere standard, realizzate interamente in ghiaccio o interamente in neve con una cifra minima di 270 euro. Due sono le suite Deluxe extra large, ampie il doppio delle Art Suite e dotate di bagno privato e sauna.

Anche quest’anno la chiesa di ghiaccio è concepita come un luogo tranquillo in cui rilassarsi e contemplare la grandezza dell’universo, mentre l’Icebar è pensato per divertirsi. Per i meno temerari sono disponibili camere calde, simili a camere d’albergo comuni, arredate in stile scandinavo e secondo la luce polare (Kaamos).

La quantità di materiale utilizzato per costruire un Icehotel è paragonabile a 700 milioni di palle di neve, oltre alla enorme quantità di cristalli di ghiaccio tagliati a mano; 48.000 ore di lavoro servono per completare la struttura ogni anno, che svanisce completamente in primavera.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Com’è il nuovo Icehotel, l’hotel di lusso che si scioglierà Architetto.info