Da officina a headquarters per un brand di moda, a cura dell'architetto Fabio Ferrillo | Architetto.info

Da officina a headquarters per un brand di moda, a cura dell’architetto Fabio Ferrillo

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Una vecchia officina dismessa nel quartiere di Porta Romana a Milano ospita oggi gli headquarters del brand di moda MSGM. Lo spazio è opera dell’intuizione dell’architetto Fabio Ferrillo e del direttore creativo del marchio Massimo Giorgetti, che hanno deciso di dare nuova vita ai locali appartenenti a un edificio del secolo scorso, mantenendone l’aspetto vissuto. Alla base dell’intero progetto vi è un accurato lavoro di conservazione e reinterpretazione, coerente anche con la brand image della giovane marca italiana nata nel 2009.

Un’estetica post-industriale caratterizza questi locali, nei quali sono stati mantenuti i muri di mattoni a vista e le parti scrostate, i macchinari abbandonati e le pulegge sospese, aggiungendo pavimenti in cemento e un sistema di ventilazione come quello usato in ambito industriale. L’originario spirito produttivo del luogo è esaltato dal layout delle due aree che si snodano in uno spazio irregolare, in cui l’impianto di ventilazione spicca con i suoi toni argentati.

L’open space comprende uffici, archivio di ricerca, area design, cucina, meeting room, mentre all’esterno si trova un piccolo cortile. Alle pareti in mattoni, si accostano muri dipinti in toni del grigio e del rosa; questa combinazione sottolinea gli inaspettati elementi di arredamento come un caminetto francese originale di metà ottocento in stile Louis Philippe in marmo grigio.

Il grande lucernario centrale, le porte e le finestre sono state recuperate con cura, mentre un pozzo d’aria inutilizzato è stato connesso all’ufficio privato, al fine di dare una scenografica fonte di luce.  

La ricerca di interior design è stata curata nei minimi dettagli e ha prodotto un effetto di rilassata e fresca eleganza vintage. Ne fanno parte pezzi originali degli anni ’50 di Friso Kramer, gli scaffali grigi e gialli, le sedie tonde in legno, le poltrone, tutti provenienti da Anversa e Parigi, come il grande tavolo centrale, un autentico Ico Parisi del 1960, riportato in Italia da una galleria in Belgio.

L’impianto d’illuminazione del soffitto proviene da siti industriali abbandonati dell’ île de France e viene completato da lampade di design tipicamente italiano. Le tele colorate firmate da Nathalie du Pasquier rifiniscono il tocco eclettico e contemporaneo dello spazio.

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