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Designer's boutique

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La filosofia dell’arredo non è più veicolata, con coerenza variabile, dall’azienda ma è anche appannaggio del singolo designer che, oggi, forse un po’ narcisisticamente, tende a raccontare uno stile del tutto personale.

Nella storia del disegno industriale, l’apertura dello showroom monomarca da parte dell’azienda ha sempre rappresentato un traguardo assai importante. Il fenomeno non è solo attuale ma si estende un po’ a tutto il secondo dopoguerra, in Italia e all’estero. Magari quelle scelte commerciali non hanno avuto successo, magari gli eventi hanno fatto sì che durassero un numero limitato di anni… in ogni caso lo showroom aziendale monomarca, specie sulla piazza milanese, è un must.

Ma da pochi anni si è affacciata sulla scena del design una nuova formula. Molti designer inaugurano philosophy-shop in cui rivendono le proprie creazioni prodotte da varie aziende. È un’operazione a tutti gli effetti trasversale. Da lì è possibile mettere insieme un linguaggio, uno stile, un modo di vedere il design, qualora esistesse.

Molto easy è il portfolio di Karim Rashid che, nel suo bianchissimo spazio newyorkese, rivende l’oggettistica e piccoli arredi usciti dalla sua bizzarra penna. La diffusione commerciale dei suoi prodotti è favorita dalla piccola dimensione di molti dei sui oggetti vicini alla categoria del gadget: perciò prezzi contenuti e stile riconoscibile.

Una linea più soft è percorsa da Domenico De Palo, a Milano: all’interno del negozio Move, ha ricavato uno spazio autonomo che espone gli arredi concepiti per Antoniolupi, Antidiva e Viabizzuno.

Invece per Tom Dixon, Michele De Lucchi e Vincenzo De Cotiis il brand commercial coincide con quello imprenditoriale.

Il primo, nel suo suggestivo shop ricavato in un dock londinese, rivende gli arredi di sua ideazione di tutte le dimensioni, dalla sedia all’applique. De Lucchi, che della milanesissima via Varese ha fatto il proprio quartier generale, ha battezzato “Exits” la boutique della “Produzione Privata”. Sempre a Milano, letteralmente sotto al Duomo, ecco Progetto Domestico, la scatola grigia polivalente in cui Vincenzo De Cotiis mette in mostra, oltre alla sua collezione moda, gli arredi realizzati grazie a un’inconfondibile artigianalità.

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