Dieci anni di Louis Ghost | Architetto.info

Dieci anni di Louis Ghost

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Due anni dopo la nascita della prima sedia in policarbonato, La Marie, la trasparenza è già stata portata in scena, e stavolta il minimalismo non è più necessario. Ora per Philippe Starck è necessaria un’iniezione di memoria: e così le forme barocche delle sedute Luigi XV vengono rivisitate in una poltroncina che il materiale plastico rende ultra-contemporanea, in una commistione inedita, affascinante e sorprendente di antico-moderno. Coraggioso esempio d’iniezione del policarbonato in un unico stampo, la Louis Ghost è evanescente e cristallina ma al tempo stesso stabile, resistente agli agenti atmosferici e a prova di urto.

Quando viene presentata, Philippe Starck parla del suo nuovo progetto in questi termini: “In realtà, la sedia Louis Ghost è auto-progettata. È una ‘Luigi qualcosa’, una sorta di spettro, di riflesso, l’ombra di una sedia in stile che ho chiamato Louis Ghost, il fantasma Louis”. – Continua Starck: “Non si sa cosa sia ma tutti la riconoscono e la percepiscono familiare. È qui quando la vuoi vedere, e la puoi mescolare se vuoi essere discreto. È in via di sparizione, di smaterializzazione. Come tutta la produzione della nostra civiltà”. Louis Ghost diventa non solo un best-seller assoluto di Kartell, ma anche – forte di oltre 1,5 milioni di esemplari – un’icona e la sedia di design più venduta al mondo.

L’eclettismo e la multifunzionalità della seduta fa sì che essa trovi posto non solo nelle case private, ma in centinaia di spazi collettivi internazionali: ristoranti, bar, musei, teatri, giardini. Non solo: negli anni Louis Ghost viene trasformata, vestita, dipinta e fotografata da artisti, stilisti, designer di tutto il mondo, subendo svariate contaminazioni e mutazioni, pur mantenendo inalterata la propria anima. Nel 2004, 43 creativi – tra cui Christian Lacroix, John Galliano, Elizabeth Garouste, Jean-Charles de Castelbajac – l’hanno vestita per un’asta benefica a favore di La Source; per il Salone del Mobile del 2009 si è tinta di rosa per celebrare i 50 anni della bambola in plastica più famosa del mondo, Barbie; nel 2011 è stata tra i protagonisti del progetto “Kartell Loves Milano”; ancora, la sedia viene “cristallizzata” dall’artista israeliano Uri Shapira.

Louis Ghost è la capostipite di una famiglia: la seduta Victoria Ghost, più snella, gli sgabelli Charles Ghost, lo specchio Francois Ghost, passando dalla “piccola di casa”, la seduta per bambini Lou Lou Ghost, fino ad arrivare agli ultimi nati, gli sgabelli bar One more e One more please. Con la serie Ghost il policarbonato e la trasparenza, e le tecniche di produzione a stampaggio industriale si perfezionano e diventano familiari, patrimonio di un know how tecnologico consolidato.

A dieci anni di distanza dalla sua nascita, Philippe Starck afferma: “Il successo universale della sedia Louis Ghost non viene dalla progettazione, ma dalla memoria comune. La Louis Ghost è stata elaborata dal nostro subconscio collettivo, è soltanto il risultato naturale del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro”.

O.O.

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