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Divino divano

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Se dovessimo stilare una classifica dei temi dell’arredo in funzione del grado di innovazione, sicuramente all’ultimo posto troviamo il soggiorno. E se, in relazione al singolo soggiorno, cerchiamo di fare la stessa operazione sui singoli elementi, all’ultimo posto troviamo proprio il divano.

Ovviamente certe graduatorie non si avvalgono di criteri scientifici, ma si basano su quello che vediamo. Difatti, come accade nel caso della sedia, è difficile sovvertire le esigenze posturali della persona.

L’identità dell’imbottito, oggi, deriva da sottili variazioni sul tema. Anzi, per essere più precisi, da accurati lavori sui dettagli, dopo che il Movimento Moderno, tra gli anni ’20 e ’30, ne ha codificato i caratteri di fondo. Dopo il rinnovamento moderato degli anni ’50, dopo l’iconoclastia della fase radicale e dopo la restaurazione del postmoderna, il design del divano segue i processi (apparentemente casuali) della contaminazione. Tra recuperi stilistici e approfondimenti tecnologici, il divano resta una presenza da vivere nel profondo – è il caso di dirlo – e nella sua tattilità.

Meritalia conquista spazi estremi, Moroso spazia tra orizzonti espressivi del tutto diversi tra loro, ma c’è chi, come Busnelli e Poltrona Frau, resta fedele all’imbottito dalle forme accoglienti e sostanzialmente basic. E sul piano tipologico rimane viva la differenziazione tematica: restano vive anche i modelli più rigidi, che si avvicinano al concetto della panchina di legno. Ma MDF alleggerisce visivamente il grande volume di Arch sospendendolo su lastre d’acciaio a specchio…

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