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Ernest Race

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Figura chiave del design Made in Uk, Ernest Race fu uno degli esponenti con maggior inventiva e gusto della sfida della metà del secolo scorso. Seppe fondere, nel suo personale vocabolario, Modernismo e maniera Vittoriana e intelligente improvvisazione e produzione di massa, nella particolare epoca di transizione dell’Inghilterra post-bellica.

E’ interessante vedere come la guerra e le sue conseguenze influirono sulla progettazione di quegli anni e, dunque, su quella di Ernest Race. Durante il conflitto, esercitò la professione di pompiere, nella Londra devastata dai bombardamenti. A guerra finita, rispose ad un annuncio pubblicato sul Times dall’ingegnere J.W.Noel Jordan, il quale cercava un collaboratore che potesse disegnare mobili utilitari e da produrre in serie. E’ così che Race divenne il designer più innovativo del dopoguerra. Dopo sei anni di conflitto, quasi tutti i materiali, soprattutto il legno, erano quasi esauriti.

Nel 1942, infatti, fu emanato il “Government Utility Scheme”, in cui si specificava che sarebbe stato razionato l’uso del legno in tutti i campi, in quanto esso serviva alla ricostruzione delle case. Tra il 1945 e il 1946, Jordan e Race furono dunque obbligati ad usare i materiali a loro disposizione, in particolar modo  quelli che erano stati usati nella fabbricazione di armamenti e che potevano essere riciclati, come l’alluminio e l’acciaio, per esempio.

Nacquero in questo clima tutti i maggiori capolavori del design contemporaneo: dalla sedia Antelope al tavolo Gazelle, dalla Race Rocker alla la BA3 Chair. Tutti modelli in cui il legno veniva usato in maniera minima, se non inesistente e che si prestavano alla produzione in serie, pur essendo capolavori di semplicità ed eleganza. L’ottimismo dopo la devastazione della II Grande Guerra poteva iniziare, anche nel design.

C.C.

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