Fuorisalone 2014, partiamo dai luoghi | Architetto.info

Fuorisalone 2014, partiamo dai luoghi

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Nel mare magnum di appuntamenti, spesso trascurabili, può valere la pena scegliere in base alla location, talvolta impareggiabile. 

Su tutte, gli ex spazi del lavoro che da sempre hanno caratterizzato numerosi itinerari del Fuori Salone, prima nei pressi di Porta Genova, ovvero in zona Tortona (dove sembra che, finalmente, a ottobre apra il Museo delle Culture negli spazi dell’ex Ansaldo riplasmati su progetto di David Chipperfield), e poi in zona Ventura Lambrate.

In zona Tortona sono in programma 80 eventi ospitati in showroom, officine, laboratori e magazzini dismessi o in taluni casi ancora del tutto o in parte in servizio per attività artigianali, microindustriali o creative legate ai settori di arte e design. 

Qui, al margine sud-ovest del comparto, da non perdere la palazzina uffici dell’ex Loro Parisini, realizzata insieme al restante comparto poi abbattuto su progetto di Luigi Caccia Dominioni negli anni ’50 e di recente ristrutturata proprio per ospitare allestimenti vari. Negli spazi dell’ex Ansaldo merita un giro la mostra “Design è” XXIII edizione Compasso d’Oro Adi.

Fig.: La palazzina uffici dell’ex Loro Parisini (foto: Urbanfile)

All’incirca altrettanti eventi (78, espressione di 39 nazioni per 170 espositori su oltre 13.000 mq) avranno luogo in zona Lambrate, dove a partire dal nuovo millennio, grazie all’iniziativa di un architetto imprenditore appassionato d’arte, Mariano Pichler, sono numerosi i lotti industriali tornati a nuova vita: dall’ex Faema alla fabbrica che produceva la Lambretta. Nei pressi, non solo design ma anche musica e performance dal vivo, laboratori interattivi ed esposizioni artistiche saluteranno la riapertura al pubblico, dopo molto tempo, dell’ex Macello, edificato nel primo dopoguerra.

Fig.: Gli spazi di Ventura Lambrate

Isolata, invece, vicino al Cimitero monumentale, la Fabbrica del Vapore, ormai pienamente recuperata come spazio destinato ai giovani e alla creatività, val bene un passaggio e ospiterà una decina d’iniziative, tra cui installazioni d’arte contemporanea nelle aree verdi, tra cui, Hands on Design organizzato dallo studio Shiina+Nardi Design, una fucina internazionale di designer, artigiani e artisti che sperimentano insieme idee contemporanee realizzandole con tecniche della tradizione.

Ci sono poi due nuovi settori. Il primo riguarda l’area di Porta Venezia e il circuito del Liberty, con visite guidate alla scoperta di un patrimonio edilizio di cui la zona è particolarmente ricca, organizzate in collaborazione con il Fai (Fondo ambiente italiano) che nei pressi è divenuto di recente proprietario di villa Necchi Campiglio. 

Fig.: Villa Necchi Campiglio (foto: Giorgio Majno).

Costruita tra il 1932 e il 1935 su progetto di Piero Portaluppi e giunta a noi perfettamente intatta nell’unitarietà di architettura, arti decorative, arredi e collezioni che restituiscono l’elevato tenore di vita dei proprietari, esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda, la residenza ospita la mostra “1930/2030 la grande Milano”: cento disegni d’importanti progettisti, in vendita per raccogliere fondi per il Fai, e sessioni di live sketching per delineare una visione illustrata di Milano che prenda spunto dall’eredità dei maestri.


Il secondo ambito riguarda i Navigli. Qui il design (e il cibo), tra interni e cortili, salirà anche “a bordo” grazie ad ambientazioni allestite su una flotta di chiatte galleggianti lungo l’Alzaia; ideale anticipazione dell’Expo 2015 che dovrebbe portare alla sospirata riqualificazione urbana della Darsena.

L’autore


Luca Gibello

Si laurea presso la Facoltà di Architettura di Torino nel 1996 e consegue nel 2001 il dottorato di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica. Luca Gibello svolge attività di ricerca sui temi della trasformazione delle aree industriali dismesse in Italia ed è stato docente presso il Politecnico di Torino di Storia dell’architettura contemporanea e Storia della critica e della letteratura architettonica. Dal 2004 è caporedattore de “Il Giornale dell’Architettura”, mentre da settembre è titolare del corso di Architettura dei rifugi alpini presso la facoltà di Ingegneria edile – Architettura dell’Università di Trento. Autore e co-autore di libri e saggi, ha svolto il coordinamento scientifico-redazionale del Dizionario dell’architettura del XX secolo (a cura di Carlo Olmo, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2003). Nel 2011 pubblica il libro Cantieri d’alta quota. Breve storia della costruzione dei rifugi sulle Alpi, primo studio sistematico sul tema e dal 2012 è presidente della neocostituita associazione Cantieri d’alta quota.

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