Gaetano Pesce: radicalità e sperimentazione | Architetto.info

Gaetano Pesce: radicalità e sperimentazione

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Padova, Venezia, Londra, Helsinki, Parigi. Gaetano Pesce ha amato una vita nomade, abbandonata nel 1980 quando ha deciso di trasferirsi stabilmente a New York. Tutta la sua carriera è caratterizzata da una freschezza mai persa dal design italiano, fermamente convinto che “il mestiere dell’architetto o del designer sia estremamente e intimamente legato a quello che è il bisogno dell’innovazione, perché l’innovazione è un qualche cosa che inventa un qualcosa che è utile alla società”.

E così tra continue sperimentazioni di forme, materiali e colori, Pesce ha dato vita al Radical Design. Dalle opere architettoniche (lo Stabilimento Lingotto Fiat a Torino, la Casa dei bambini per il Parco La Villette a Parigi, la Gallery Mourmans in Belgio, San Paolo Tower, Bahia House e il progetto per la ricostruzione del World Trade Center) a famosissimi elementi d’arredo e design (Tramonto a New York, Up5 & Up6, Broadway, Feltri, No body’s perfect, Moloch) fino alla creazione di singole e uniche opere d’arte. Gaetano Pesce ha sempre amato cimentarsi in nuove esperienze e forse è questo suo spirito audace che gli ha permesso di rinnovarsi continuamente. Le sue opere sono ormai presenti nei musei di tutto il mondo: al Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum di New York, al Victoria & Albert Museum di Londra, al Museum of Modern Art di San Francisco, al Centro Georges Pompidou, al museo delle Arti Decorative di Parigi, quello delle Arti decorative di Montreal, al Museo d’Arte Moderna di Torino e alla Collezione Permanente del Design della Triennale di Milano. Al suo talento creativo si devono: lo scintillante lampadario Mediterraneo per Swarowski, l’Umbrella Chair per Zerodisegno, la sedia Brodway per Bernini, L’Abbraccio disegnata per Le Fablier

“Sono convinto che un’innovazione sia perpetrata attraverso tre mezzi: l’innovazione del linguaggio, l’innovazione tecnica e l’utilizzo di nuovi materiali. Nel momento in cui questi tre fattori sono rispettati, l’innovazione esiste. In più, un nuovo linguaggio rappresentato con dei materiali tradizionali veicola l’incertezza della menzogna. Un creatore deve dunque esprimersi coi materiali del suo tempo per essere sincero. Una tal pratica facilita l’innovazione, che resta molto limitata se si tratta di esprimersi con una materia che è stata nel passato il mezzo d’espressione di una moltitudine di creatori”, afferma Pesce.

Uno dei segni caratteristici, o meglio una delle sue più famose teorie è quella delle femminilità del design:”La storia che ci precede ha sempre avuto come modo di educazione degli individui quello che metteva in evidenza le qualità della mascolinità e che teneva represse le espressioni della femminilità. Questa storia è durata circa 5000 anni.Per me la mascolinità rappresenta l’aspetto ‘pubblico’ del pensiero e la femminilità il suo aspetto ‘privato’. Come sappiamo la storia del mondo è entrata da qualche decennio in quel che chiamiamo la ‘sfera privata’, la cui maggiore espressione proviene dalla parte del cervello degli individui che definiamo femminile. La rigidità, l’aspetto serio delle cose, l’assenza di colore, la forza, l’ideologia, il monolitismo e, alla fin fine, lo spirito totalitario, sono delle caratteristiche che hanno perso la loro energia. Per contro, l’ironia, la presenza del colore, la gioia, la frammentazione, la multidisciplinarietà, l’elasticità, la sensualità, sono dei territori in cui si può scoprire tutto e attraverso i quali si possono arricchire le nostre vite e i nostri progetti. Nel nostro mondo dell’architettura e degli oggetti, sarebbe tempo di vedere delle creazioni fondate su questa femminilità. Questo permetterebbe a mio avviso di rinnovare profondamente l’ambito della creazione e di aprire così un periodo tanto ricco come quelli da cui siamo generati”.

E da New York, durante la sua lunga carriera, continua ad omaggiare il suo paese d’origine, con opere che sanno di romantico patriottismo, senza mai cadere nel sentimentalismo ma mantenendo l’ironia e la giocosità.

Gaetano Pesce non è catalogabile e, come fa con le sue opere seriali, continua a gestire la sua carriera come fa con la configurazione dell’opera, modificandola continuamente e irradiandola di luce. {GALLERY}

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