Giselle, il letto di Ferrarini per Poltrona Frau | Architetto.info

Giselle, il letto di Ferrarini per Poltrona Frau

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“Non esiste una regola scientifica di approccio alle aziende cui si offre la propria consulenza: a volte a farci incontrare è il caso, in altre la determinazione e la convinzione di percepire un feeling condiviso di pensiero al prodotto e agli obiettivi aziendali spesso le occasioni nascono superando le barriere psicologiche personali e la sensazione di non potersi permettere ancora un traguardo tanto importante”: ad affermarlo è il designer italiano Mario Ferrarini, in occasione della sua recente collaborazione per lo storico marchio Poltrona Frau, per il quale ha recentemente realizzato il letto Giselle, un prodotto dalla importante presenza scenografica, dalle soluzioni tecniche inedite ma al contempo discreto ed elegante.

La collaborazione tra Ferrarini, classe 1978 e già molte collaborazioni importanti all’attivo, e Poltrona Frau si sviluppa partendo da una visita al museo di Tolentino, la struttura recentemente inaugurata dove le collezioni storiche convivono con le realizzazioni più recenti, secondo l’allestimento realizzato da Michele de Lucchi. Incontro dopo incontro, sulla base di un brief mirato in termini di soluzioni, indagini settoriali e costi, Ferrarini presenta un bozzetto dettagliato di quello che sarebbe poi diventato Giselle.

“Il rapporto con Poltrona Frau”, racconta il designer, “rappresenta uno degli episodi più singolari e piacevoli della mia carriera da progettista: cordialità, dinamismo e disponibilità correvano di pari passo con la presentazione della mia attività e con gli obiettivi futuri raccontati attraverso diverse situazioni per loro preventivamente ragionate”.

Cardine del progetto è il piedino, realizzato tramite una soluzione innovativa che si compone delle due facce contigue e speculari poi fissate con un sistema a baionetta. La divisione lungo la bisettrice risolve tecnicamente la ribattitura non a vista del rivestimento ponendo ancora il piedino in continuità con fianchi e pediera senza interruzioni. Sul fondale la testata appare riccamente imbottita e segnata da semplici e rigorose cuciture che la ripartiscono in quattro aree-guanciali. Il nome non è un riferimento ad un nome femminile, come può sembrare, ma lega l’eleganza dei piedini affusolati all’armonia della danza, per la quale Giselle è appunto considerato il simbolo dei primi balletti classici.

“Volevamo un letto che non si limitasse a svolgere la sua naturale e scontata funzione di riposo ma che potesse assecondare più bisogni”, continua Ferrarini; “grazie alla sua leggera inclinazione, la testata è infatti perfetta per leggere, lavorare, conversare”. Interamente avvolta in un rivestimento che abbina la pelle al cuoio senza cuciture a vista, la struttura della testata è in massello di tulipier e pioppo con imbottitura in poliuretano espanso e dacron. “Lo scopo era declinare piaceri ed emozioni, tattili e visivi – conclude Ferrarini – con ergonomia e praticità, elementi che fondono e si legano in un’unica identità le diverse anime del progetto”.

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