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I fasti del mélange stilistico

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Gli hotel attuali sono vere e proprie città nelle città. Man mano che si sale di categoria, risulta sempre più inutile uscire per le normali attività turistiche. Non solo vi si trova ogni genere di entertainment – dalla spa al lounge pub, dai negozi alla palestra – ma la carica seduttiva cresce grazie a soluzioni di design e d’immagine di estrema potenza.

Siamo divertiti, a modo nostro, nel visitare virtualmente un resort situato in una delle città più ibride degli Stati Uniti: Miami. Tra vivacità caraibica e Déco, è anche una delle località più accoglienti del mondo, dove il fenomeno del mix culturale genera esiti di grande fascino.

Ne è un esempio il Viceroy Miami, luxury hotel, struttura sofisticatissima e glamour per viaggiatori internazionali.

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Progettato dal “tastemaker” Kelly Wearstler, l’hotel, affacciato sulla Brickell Avenue, accosta abilmente le necessità residenziali élitarie necessities con la scena più spettacolare dell’intrattenimento: cenare, frequentare una zona lounge con vista panoramica, eccetera.

Sia dentro che fuori, il Viceroy è tutto un mondo. Un rigoglio che si traduce in scelte stilistiche sensuali e accattivanti, dense di citazioni e di mix linguistici. L’interior design può sembrare vicino al gusto post-modern, ma i suoi riferimenti sono ben più ricchi e scintillanti. Nell’allestimento degli interni confluiscono tradizioni disparate – come l’immancabile Déco, fino all’Hollywood Regency – ma amalgamate in modo abile e raffinato.

Un ambiente che non conosce uniformità. Ogni spazio possiede un’identità autonoma, non ripetibile, anche per l’articolazione della scelta dei materiali: lacche, marmi, vetro, pitture murali, velluto e tanto altro che ogni ospite desidera avere in casa propria.

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