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Il Divano Chester

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Club inglesi, case di campagne edoardiane, odore di tabacco e camino acceso. Ecco cosa ricordano la poltrona e il divano Chester, un elemento d’arredo che affonda le sue radici nel Seicento ma che nel corso dei secoli ha saputo conquistare spazio in spazi di ogni tipo: dalle cascine dal fascino rustico agli appartamenti extra-lusso e iper-moderni.

I primi cataloghi sono del produttore inglese H. Wood nel 1848 e nel 1850 in quello di Smee & Sons.Nel 1855 Lawford pubblicò una vastissima serie di modelli capitonnè, fra cui i primi senza strutture in legno a vista, completamente imbottiti. La forma Chesterfield che conosciamo oggi si delinea però intorno alla fine del secolo XIX ad opera di Shoolbred e C. & R. Light.

Chester è il nome commerciale del divano capitonnè, traduzione letterale del divano imbottito. In origine l’imbottitura era costituita da capiton, da cui il nome capitonnè, così come veniva chiamata una sorta di cascame di seta, ovvero il residuo non buono della seta filata. Oggi il chesterfield viene identificato come un divano con profondi bottoni, braccioli e schienale della stessa altezza.

La Regina Victoria si innamorò delle sue forme eleganti ma la sua struttura non nasce per assecondare l’occhio ma il corpo.

Un sistema di sospensioni con molle in acciaio, collegate a mano a strisce di juta, contribuisce a formare la struttura sulla quale è sistemato a mano il materiale di rivestimento in cavallino, che assicura un corretto assorbimento del peso e una minima mobilità del sedile. Il risultato è un divano la cui forma e i cui contorni si accordano perfettamente al corpo umano. Grande attenzione per ogni dettaglio: struttura solida, cuscini di piume d’oca, pelli tagliate con lama da calzolai .

Il suo design è scevro di qualsiasi dettaglio o materiale che non sia strettamente funzionale. Tessuto, struttura e costruzione riportano ai concetti di semplicità e artigianalità.

Il rivestimento in pelle si piega in una serie di plissè sulle estremità dei braccioli per creare il tipico marchio di fabbrica di questa linea, mentre lo schienale e i braccioli sono impunturati a mano per creare il caratteristico Chesterfield a rombi: i chiodi rivestiti di pelle sono l’unica “decorazione visibile”.

E’ uno dei modelli più noti di Poltrone Frau, ma il modello è stato prodotto da numerosissime industrie in Italia come in tutto il mondo. Una delle sedute più comode che non meriterà mai un posto in cantina. O in discarica. Ma continuerà con la sua semplicità a farsi spazio nei salotti contemporanei e futuri.

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