Interior Design e percezione visiva: colore, contrasti e armonie | Architetto.info

Interior Design e percezione visiva: colore, contrasti e armonie

La riflessione dell'esperto sul valore del colore nell'interior design, tra contrasti imprevisti e sfumature sottili

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È chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima.
(Vasilij Vasil’evič Kandinskij, Lo spirituale nell’arte)

Se tu, senza cultura, sei capace di creare opere d’arte con il colore, questa non- conoscenza è la tua strada. Ma se non ne sei capace, allora dovrai cercare la conoscenza”.
(Joannes Itten, Arte del Colore)

Definire cosa sia “colore” risulta difficile, pur conoscendo che si tratti del risultato dell’interazione tra luce, oggetti e sistema visivo umano. Nel corso dei secoli, numerosi studiosi hanno elaborato modelli matematici aventi l’obiettivo di spiegare in che modo avvenga la percezione del colore e negli ultimi venti anni, finalmente la ricerca neurofisiologica e riuscita a determinare il comportamento del cervello umano nella costruzione consapevole del concetto colore.

Come annota, assieme a tanti, anche Anna Marotta gli studi sul colore sono molto vari e intrecciano campi disparati, fornendo una miscellanea di conoscenze e deduzioni, senza pero arrivare a nulla di conclusivo perché, come afferma Rudolph Arnheim (uno dei padri della percezione visiva e assertore della teoria della Gestalt), il colore è sempre legato al contesto in cui si opera: contesto spaziale, storico culturale e, naturalmente psicologico.

I colori sono manifestazioni importanti della luce ai nostri occhi e sono in grado di trasmettere sensazioni visive, emozioni psicologiche, che possono andare ad influire anche sul benessere fisico, nonché scatenare reazioni dell’organismo precise e talvolta benefiche. Le combinazioni cromatiche che generano queste sensazioni all’interno di un ambiente, possono essere definite attraverso alcune nozioni teoriche che traggono direttamente riferimento dalla teoria del colore formulata da Joannes Itten.

Formuleremo i sette contrasti cromatici definiti da Itten, che stanno alla base delle scelte cromatiche di un progetto d’interni in cui sia fondamentale l’utilizzo del colore come elemento compositivo e comunicativo degli spazi.

I sette contrasti di colore: contrasto di colori puri

 

Il contrasto di colori puri del più semplice dei sette contrasti. Non presenta una particolare complessità visuale, in quanto basta crearlo l’accostamento di qualsiasi colore al più alto punto di saturazione.

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Il contrasto di chiaro scuro
Luce e buio, chiaro e scuro, in quanto contrasti polari, sono di fondamentale importanza della vita dell’uomo e della natura. In pittura, il bianco e nero rappresentano l’estremo punto di contrasto chiaroscurale. Il nero e bianco sono polari da ogni punto di vista, ma fra di essi si sviluppa la gamma di grigi e dei colori; vanno quindi studiati con la massima attenzione possibile i problemi chiaroscurali sia del bianco, del nero del grigio, sia dei colori puri singoli e compositi, ricavandone norme essenziali per ogni lavoro creativo. Il velluto nero segna il tono più scuro, il solfato di bario da bianco più puro. C’è un solo nero è un solo bianco assoluto, ma in compenso esiste una straordinaria quantità di gradi chiaroscurali del grigio, i quali danno luogo ad una scala continua di toni dal bianco al nero.

Il numero di gradazioni di grigio percepibile dipende dall’acutezza visiva dello c’è dalla soglia sensoriale individuale. Con l’esercizio si può migliorare questa soglia,, aumentando il numero delle gradazioni tonale percepite. Una superficie grigia, unitaria e inerte, può accendersi di una vitalità misteriosa per opera di minime modulazioni dei suoi valori tonali.

Il grigio neutro è un colore negativo, privo di carattere, indifferente, ma assai influenzabile da contrasti di toni e di colori. E’ spento, ma è facile portarlo a splendide tonalità.

Il grigio dallo stato neutro di colore negativo può venire trasformato simultaneamente da qualsiasi colore il suo esatto complementare. Questa trasformazione sì attua soggettivamente del nostro Occhiobello e non oggettivamente della pasta cromatica. Il grigio è alcunché di sterile inespressivo. Assume carattere e vita a contatto di altri colori, ma in cambio di attenua e indebolisce. Come intermediario neutrale può conciliare tinte aspramente contrastanti, succhiandone forza e ravvivandosene come un vampiro.

ES CONTR CHIARO SCURO CUCINA CHALET GSTAAD FIG 03

Contrasto di freddo caldo
Come abbiamo visto pur essendo il bianco in nero i poli estremi del chiaro dell’oscuro, i grigi hanno un valore chiaroscurale solo relativo, che muta a seconda del loro contrasto con toni più o più scuri. Allo stesso modo, mentre il verde-blu e rosso-arancio, in quanto poli del freddo e del caldo, mantengono un valore fisso, i colori scalati fra di essi assumono un valore di freddo o di caldo solo il rapporto con i toni più caldi o più freddi. Possiamo enunciare anche in modo diverso il contrasto termico dei colori, e precisamente come polarità di:
– freddo-caldo
– ombreggiato-soleggiato
– riposante-eccitante
– sottile-denso
– celeste-terrestre
– vicino-lontano
– leggero-pesante
– umido-asciutto

Queste coppie di opposti danno un’idea delle grandi possibilità espressive consentite dal contrasto di freddo e caldo, che infatti permette di realizzare effetti altamente pittorici e di creare un’atmosfera irreale, ricca di musicalità.

ES CONTR CALDO FREDDO SOGGIORNO FIG 04

Contrasto dei complementari
Si definiscono complementari due colori i cui pigmenti mischiati fra loro diano un grigio-nero neutro. Dal punto di vista fisico si dicono complementari due luci colorate, allorché la loro miscela da’ una luce bianca.

I complementari costituiscono una coppia singolarissima. Per quanto contrari, si richiamano reciprocamente: giustapposti raggiungono il loro massimo grado di luminosità, mescolati si annullano – come il fuoco e l’acqua – nel grigio.

Di ogni colore non esiste che un complementare. Nel nostro disco cromatico, i complementari risultano diametralmente opposti. Sono coppie complementari i colori:
giallo: viola
giallo-arancio: blu-viola
arancio: blu
rosso-arancio: blu-verde
rosso: verde
rosso-viola: giallo-verde
Groninger Museum

Contrasto di simultaneità
Contrasto di simultaneità è il fenomeno per cui il nostro occhio, sottoposto a un dato colore, ne esige contemporaneamente, cioè simultaneamente, il complementare, e non ricevendolo se lo rappresenta da sé. Il fenomeno prova che per l’armonia cromatica è essenziale rispetto della legge dei complementari. Il colore prodotto simultaneamente esiste solo nella percezione cromatica del riguardante, e non nella realtà esterna, come dimostra il fatto che esso non può venire fotografato.

CONTRASTO simultaneita FIG 06

Contrasto di qualità
Per qualità cromatica si intende il grado di purezza ovvero di saturazione dei colori. Il contrasto di qualità e il contrasto fra colori intensi, luminosi e altri smorti, offuscati. I colori del prisma, prodotti per rifrazione della luce bianca, posseggono il massimo grado di saturazione e di luminosità.

ES CONTR QUALITA LETTO FIG 07

Contrasto di quantità
Il contrasto di quantità nasce dal reciproco rapporto quantitativo di due o più colori. E l’opposizione di molto e poco, di grande e piccolo. Si è liberi di giustapporre vari colori in macchie più o meno larghe, ma è doveroso chiedersi se esiste un loro reciproco rapporto che sia esattamente equilibrato, tale cioè che nessun colore risalti più dell’altro. Due fattori determinano l’effetto di un colore: la sua intensità e, in secondo luogo le dimensioni del campo colorato. Per poter valutare il grado di luminosità o intensità, cioè il valore luminoso dei colori puri, dobbiamo confrontarli fra di loro, ponendoli davanti a uno sfondo grigio neutro di luminosità media. Possiamo così stabilire che ogni colore possiede una diversa intensità o luminosità.

Non è una caratteristica distintiva a livello estetico, ma un elemento creativo, visto che si riferisce alla ripartizione dei colori dentro all’immagine.

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