Interior Design: il camino come elemento compositivo degli spazi | Architetto.info

Interior Design: il camino come elemento compositivo degli spazi

Dall'esperto di progettazione di interni, alcuni consigli su come considerare al meglio l'elemento-camino nel design della casa e nella gestione degli spazi

PARETE CAMINO Locati-Architects FIGURA 02
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La particolarità del camino è di essere il centro focale dell’ambiente che lo ospita, per questo è molto importante scegliere la giusta collocazione per usufruire al meglio dei benefici sia estetici sia tecnologici. Non esiste una regola universale ma tanti suggerimenti utili, basati sull’esperienza.

La posizione del corpo scaldante è un argomento delicato che spesso si tramuta in un caso particolare. Per questo 
non è possibile dettare nessuna regola universalmente valida, ma si possono offrire una serie di esempi e osservazioni. I volumi a disposizione non sempre sono armoniosi e spesso presentano alcuni ostacoli tecnici come i vincoli strutturali dati dalla presenza di pilastri, impianti, muri portanti o dalla collocazione di una canna fumaria preesistente.

Esistono tante semplici soluzioni per rimediare a questi inconvenienti e trasformarli in elementi di pregio dell’abitazione. A questo proposito, la figura dell’architetto rientra a pieno titolo nella consulenza e progettazione di uno “spazio” deputato all’accoglienza e al dialogo. La particolarità del camino è la sua ‘vocazione’ a essere polo catalizzatore dello spazio domestico capace di radunare intorno a se’ famiglia, ospiti e amici. La fiamma attira lo
sguardo, riscalda e comunica nell’ambiente un prezioso senso di accoglienza, relax, calore e intimità.

Per sfruttarne al meglio tutte le caratteristiche è importante seguire alcune semplici regole, prima fra tutte la scelta della collocazione perché è proprio dalla sua posizione che dipenderanno il volume e l’estetica, ovvero ‘l’anima’ del camino che comprende anche i problemi più tecnici legati al tracciato e all’altezza del condotto dei fumi. Generalmente le zone preferite sono il soggiorno, il pranzo e la cucina, centri focali della casa, da cui è anche più semplice riscaldare tutta l’abitazione. La volumetria dell’ambiente che accoglie il camino ne condiziona la dimensione e la forma.

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La collocazione del camino in un ambiente
Collocare un caminetto in un ambiente domestico significa inserirlo non solo in uno spazio, ma anche in un tessuto di relazioni sociali, sempre più articolate e ricche di nuovi equilibri.
Se il camino dovrà servire degli ospiti altrettanto spesso dei familiari, il focolare dovrà essere abbastanza grande da scaldare una piccola folla, e la stanza abbastanza grande da accoglierlo, mentre un piccolo caminetto s’inserirà meglio in un ambiente intimo e familiare.
Puramente a titolo di esempio, porre la bocca del camino troppo vicino ad una porta può provocare correnti d’aria sufficienti a provocare sbuffi di fumo, o causare un ‘traffico’ noioso tra il fuoco e le persone che dovrebbe scaldare. Insomma, bisogna collocare il camino non solo nella stanza giusta, ma anche nel posto giusto dentro la stanza.

Anche le linee di percorso all’interno di un ambiente influenzano la scelta della collocazione. Le linee di percorso sono determinate dalle porte d’ingresso e, meno rigidamente, dall’arredamento. Il focolare dovrebbe essere collocato in modo che il “traffico” attraverso la stanza non tagli lo spazio tra esso e l’abituale sistemazione di divani e poltrone per ospiti e familiari.
Quando si colloca il focolare di fronte ad una porta d’ingresso, refoli di vento possono provocare sbuffi di fumo nella stanza ogni volta che la porta viene aperta. Per evitarlo si può collocare un paravento tra il caminetto e la fonte di aria in movimento.
Particolarmente sensibili, a questo proposito, sono i caminetti con due o più lati aperti, che possono essere influenzati persino dal movimento d’aria provocato da una persona che passi loro vicino. La soluzione più semplice è sistemare l’arredamento in modo che non vi sia motivo per muoversi frequentemente vicino al camino.

 

La dimensione e la forma dell’ambiente sono entrambi importanti per la collocazione del caminetto e per determinare la sua grandezza.
Una stanza piccola offrirà solo una o due possibilità, mentre una stanza molto grande lascerà una maggiore scelta. Se la stanza è all’incirca quadrata, un camino può essere collocato con uguale efficacia su qualunque parete, o anche in un angolo.
Un camino collocato all’estremità di una stanza lunga e stretta, invece, difficilmente irraggerà il suo calore sino all’altra estremità, e gli ospiti tenderanno a sedersi o a rimanere nei pressi del camino, lasciando vuoto il resto della stanza. Anche sistemare l’arredamento potrebbe diventare un problema. Per questi motivi, nelle stanze rettangolari si tende ad inserire il camino al centro di uno dei lati lunghi.

Un camino, in effetti, può essere utilizzato per dividere una grande stanza in due ambienti più confortevoli, magari con usi diversi, ad esempio pranzo e salotto.
I caminetti bifrontali svolgono egregiamente questa funzione, ed anche i più moderni caminetti ad isola, aperti su tutti i lati, che consentono la visione del fuoco quasi da qualunque punto della stanza.
Le stanze di forma irregolare presentano particolari problemi se il camino è inteso anche come fonte di riscaldamento, poiché i raggi infrarossi che irraggiano dal focolare, e che sono l’unica fonte di calore in un camino tradizionale aperto, viaggiano solo in linea retta.
Bisognerà dunque trovare una collocazione da cui il camino possa “vedere” la maggior parte possibile dell’ambiente. Altrimenti bisognerà ricorrere a quei camini aperti, disponibili comunque sul mercato, che forniscono almeno un parziale recupero di aria calda, per scaldare l’ambiente per convezione, oltre che per irraggiamento.

Un altro aspetto del posizionamento riguarda la sua relazione con il muro nel quale è inserito o appoggiato. Per guadagnare spazio, si può progettare il camino in modo che sia completamente inserito nello spessore del muro, mentre, laddove lo spazio non è un problema, per ottenere il massimo effetto scenografico, il camino può essere completamente proiettato all’interno della stanza e solo appoggiato al muro.

Naturalmente, molto dipende dalla struttura delle pareti. Vecchi casali possono avere pareti di enorme spessore, che però è spesso sconsigliabile attraversare completamente, per questioni di stabilità, mentre case più moderne, con pareti assai più sottili, ma con intercapedine, possono comunque sconsigliare l’attraversamento per evitare di interrompere la continuità della stessa.

Il camino d’angolo
Il camino d’angolo favorisce anche psicologicamente il “raccogliersi” attorno al caminetto, e presenta altri vantaggi, specialmente in locali di piccole dimensioni: lasciando libere le pareti, consente una più semplice disposizione degli altri arredi, e l’eventuale diversità delle due pareti crea meno problemi di simmetria. Inoltre, rende più semplice mimetizzare il volume della canna fumaria.
Il camino d’angolo offre spunto a soluzioni originali, poiché concentra il fuoco prospettico dello spazio in un luogo normalmente periferico dell’ambiente, con effetti inusuali, consentendo, ad esempio, l’uso di forme a base rotonda o poligonale, più difficili da inserire su pareti piane.

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Il camino centrale
Il camino isolato centrale ricorda gli antichi ‘fogolari’ friulani, anche se naturalmente oggi forme e dimensioni sono ben diversi.
Con i moderni e leggeri materiali a disposizione si possono creare cappe di grande libertà formale che scendono dai soffitti su focolari per lo più tondi, attorno ai quali si può creare un anello di posti a sedere, mentre se di forma quadrata o rettangolare ben si prestano a separare in due ambienti più raccolti uno più grande.
Il camino centrale è una scelta impegnativa per il progettista, poiché il resto dell’arredo, e perfino gli elementi strutturali dell’ambiente dovranno essere armonizzati con la prepotente personalità di una tale collocazione.

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Il camino a parete
Il camino inserito nell’arredo è una soluzione tipicamente attuale, propria di camini che hanno perduto la funzione del riscaldamento, e che, opportunamente isolati, possono essere inseriti in una parete attrezzata con una  libreria, un mobile bar o vicino alla tv, senza pericolo.
Camini del genere tendono a essere meno “prepotenti” di carattere, ed hanno spesso funzione puramente decorativa.
I camini prefabbricati si prestano molto bene a questo scopo, essendo in genere già convenientemente isolati, mentre per camini artigianali bisogna porre molta attenzione all’isolamento termico, per ovvi motivi di sicurezza.
Il camino al centro della parete è la collocazione più tradizionale, adottata per secoli, quando il camino era l’unica fonte di riscaldamento. Viene spesso scelto anche per la possibilità di poter più facilmente celare la canna fumaria. Il camino posto al centro della parete tende a diventare elemento architettonico isolato dal resto dell’arredo, e dominante.
In genere in questa posizione viene utilizzato un camino con apertura frontale, ovvero aperto su tre lati, anche se in questo caso la tecnica di funzionamento può dare più problemi. Sarebbe meglio posizionare questo tipo di camino sulla parete opposta a quella dove sono presenti finestre.

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Il camino passante
Il camino divisorio, un bifrontale, ad esempio, può essere elemento di una parete divisoria attrezzata, posta, per esempio, tra cucina e sala da pranzo, ovvero tra pranzo e salone. Anche in questo caso, come nel camino centrale, bisogna fare particolare attenzione alle correnti d’aria, che questi camini soffrono maggiormente, e alle cappe aspiranti delle cucine, che possono creare una depressione tale da prevalere sul tiraggio del camino.

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