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Jeremy Barbour e la “tacklebox architecture”

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Sono occorsi 25.000 sacchetti di carta marrone, di quelli che di solito si trovano dal panettiere, per realizzare il peculiare allestimento dello store “Owen” da poco inaugurato a New York. Il creatore è l’architetto Jeremy Barbour, specializzato nella “tacklebox architecture”, un concetto di progettazione basato soprattutto sull’utilizzo di attrezzature usate in diversi campi e settori.

Il negozio per primo è ispirato da un concetto innovativo di sapiente mix di designer di abbigliamento emergenti in un’area della città di New York dove vi sono soprattutto industrie di imballaggio. L’ambiente doveva dunque in qualche  modo rispecchiare la natura del quartiere che ospita il negozio.

I sacchetti di carta formano le pareti e il soffitto del locale, creando un effetto a nido d’ape, sia per il fatto che i sacchetti sono aperti e sia per il loro color miele. L’atmosfera che risulta è rasserenante e accogliente, in contrasto con la frenesia che spesso accompagna lo shopping, soprattutto nei grandi centri commerciali, e con i dettagli industriali visibili nel negozio, come una parete di mattoni grezzi o gli stands di metallo annerito e il pavimento in cemento. Gli accessori sono esposti invece su ampi tavoli di lastre di quarzo e la bigiotteria o gioielleria è chiusa in teche di cristallo.

La solidità dell’arredamento esalta la leggerezza della carta dei sacchetti conferendo all’ambiente un quid leggero e effimero. Per quanto riguarda invece le norme antincendio, l’intera installazione è stata trattata con un prodotto ignifugo, guadagnandosi così la classificazione A.

C.C.

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