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K House

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L’architetto giapponese Yoshichika Takagi ha completato una casa a Sapporo, in Giappone, in cui l’interno è suddiviso da una serie di strutture in legno, esattamente come il tetto, completamente in legno a due falde.

Chiamata K House, il progetto ruota attorno a uno spazio centrale che è la cucina e il living, e da esso si dipartono soppalchi, suddivisioni, setti che creano ulteriori interni nell’interno, tutti che reiterano la forma della casa, delle due falde dell’esterno, in modo da confondere quasi il confine tra i le due condizioni dello stare, fuori appunto, e dentro.

Per il progetto il cliente desiderava uno spazio aperto all’interno di un ambiente interno. Ma al tempo stesso, una delle altre condizioni era che avrebbe dovuto rivelare la forma casa all’esterno. “Abbiamo provato a vedere se era possibile progettare uno spazio che sarebbe risultato ‘indoor’ (che quindi è stato chiuso in termini di ambiente termale), ma che desse la sensazione di essere ‘fuori’, avendo come sfondo altri edifici” spiega Takagi. “Questa condizione di fare uno spazio aperto ma coperto ha portato alla soluzione finale di creare delle stanze che avessero tutta una forma autonoma, coperta e distinta dalle altre, la forma della casa stessa. Se queste forme di casa fossero sparse, darebbero una visione complessiva di un villaggio”.

La forma della casa è diventato quindi il codice per la divisione interna e anche per l’immagine esterna della casa, che ripropone aperture e pensiline corrispondenti a quelle delle falde interne. Utilizzando questi codici, lo scenario che intreccia interno ed esterno si è fatto forma concreta.

Continua l’architetto nello spiegare la genesi di K House “Dopo alcune prove, sembrava che un insieme di più di 3 case sarebbe bastato per dare la sensazione di un villaggio, che, potenzialmente, creasse questa relazione tra interno ed esterno. Quindi siamo ripartiti dalle singole forme interne, dalle varie stanze dislocate autonomamente nello spazio, cercando solo alla fine di coprirle tutte in un unico gesto che fosse poi la forma della casa più grande. “Alla fine i profili delle case che si scorgono internamente sono ben sei, riuniti sotto un unico grande e semplicissimo tetto a due falde, quello che rappresenta la casa per eccellenza, quella che tutti i bambini sanno disegnare prima ancora di averne una conoscenza razionale.{GALLERY}

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