Kartell, la cultura della plastica in una monografia | Architetto.info

Kartell, la cultura della plastica in una monografia

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Nell’articolato panorama delle eccellenze del design italiano, Kartell occupa un ruolo da protagonista assoluto. Una storia di plastica e trasparenza, fatta evolvere da nomi come Joe Colombo, Vico Magistretti, Anna Castelli Ferrieri, Philippe Starck, Ron Arad, Patricia Urquiola, personalità di spicco del product design che proprio per Kartell spesso hanno realizzato opere diventate classici.

Fondata nel 1949 a Noviglio, in provincia di Milano, Kartell fu la creazione di Giulio Castelli, ingegnere chimico che intuì le possibilità ancora inespresse della plastica nell’ambito dell’interior design. Dalla iniziale collaborazione con il geniale Gino Colombini, che guadagnò per l’azienda il primo Compasso d’Oro nel 1955, fu avviato un percorso a cavallo tra stile e innovazione che esplose negli anni Sessanta, associando al marchio la mai esaurita capacità di segnare il passo per quanto riguarda la plastica nel design.

La storia di Kartell è oggi celebrata in un volume pubblicato da Taschen, editore di riferimento nell’ambito dell’arte, design e architettura. Intitolato “The Culture of Plastic” e recante in copertina l’iconica Eros Swivel Chair di Starck. Nelle 400 pagine del volume viene ripercorsa la storia dell’azienda, decennio per decennio. Le descrizioni dei prodotti rivelano un’attenzione particolare alle innovazioni tecnologiche introdotte, e le schede fanno uso di molto materiale fotografico realizzato appositamente per la pubblicazione. Nel testo, curato da Elisa Storace e Hans Werner Holzwarth, è inclusa anche un’ampia intervista inedita a Claudio Luti, Presidente di Kartell per più di 20 anni.

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