La Brunella, una cantina d'autore per le Langhe | Architetto.info

La Brunella, una cantina d’autore per le Langhe

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Facendo un giro per le Langhe se si osserva bene si riconosce – sul cocuzzolo di una di quelle alture verdeggianti cosparse di vigneti – la cantina La Brunella, che porta la firma dall’architetto Guido Boroli.

Il progetto affidatogli dalla sua stessa famiglia – produttrice vitivinicola – consisteva nel rinnovare l’esistente cantina. Un progetto ambizioso, che non poteva essere realizzato all’interno dell’antica struttura del 1300, rinnovata per l’ultima volta negli anni Sessanta e non adeguata a una grossa produzione.

“Mi sono subito innamorato di questo progetto perché bisognava confrontarsi con una realtà millenaria. Avere la possibilità di realizzare una nuova struttura nell’antico è un’occasione più unica che rara”, racconta Guido Boroli. “Non bisognava inoltre trascurare l’unicità del posto. Molti hanno tentato di piantare le viti del Nebbiolo (dalle quali si produce il Barolo, nda), ma loro crescono solamente in questa zona, caratterizzata da splendidi paesaggi e dal giusto microclima. Meditando su questo abbiamo deciso di integrare la struttura esistente con un nuovo fabbricato, mantenendo un collegamento impiantistico tra le due. La struttura nuova doveva rispondere a diverse esigenze: l’esclusiva produzione di Barolo e dei suoi cru storici richiede un tempo d’invecchiamento molto più lungo rispetto ad altri vini. Per cui c’è bisogno di molto spazio dove conservare le botti, in condizioni termoigrometriche ideali“.

Arrivando a La Brunella i visitatori percorrono un camminamento pedonale che li conduce innanzitutto davanti alla struttura esistente, per poi arrivare in un piazzale su cui si affaccia il nuovo edificio. “Qui abbiamo reinterpretato in chiave moderna forme e dettagli locali. La facciata rivolta verso il piazzale riprende molto la vecchia struttura, con il tetto a falde e l’intonacatura rossa e gialla; ma aggirando l’edificio si vede la contemporaneità”.

Gli altri lati della struttura sono ricoperti da listelli ricurvi di legno chiaro anziché da intonaco, tutti differenti l’uno dall’altro. “Avevamo diverse barriques in magazzino”, racconta l’architetto. “Mi spiaceva l’idea di non riutilizzarle, e così abbiamo fatto un piccolo prototipo per vedere se si potessero usare per la finitura esterna”.

“E’stato un lavoraccio perché – essendo tutti i listelli di dimensioni diverse – non si poteva produrre un pannello-tipo, ma ogni listello è stato lavorato singolarmente. La montatura ha richiesto l’impiego di 14 persone e 10.000 viti in acciaio Inox”.

La cantina La Brunella è un monumento al riuso dei materiali, entrando al piano terreno infatti – dove si trovano una zona di lavorazione e una sala degustazione – a ben osservare il pavimento si riconoscono i tappi delle barriques, usati come piastrelle!

“La sala degustazione al piano terreno è molto aperta. La stanza non è piana, ma segue l’andamento del terreno in leggera pendenza e due pareti sono composte da 60 mq di vetrata aggettante di un metro verso il paesaggio. Una sorta di salto nella vigna. Anche gli infissi delle finestre poste sugli altri due lati sono chiuse da infissi aggettanti, quasi la cornice di un quadro composto dal paesaggio. Le necessità tecnico-produttive della cantina hanno imposto la costruzione di un ampio seminterrato, capace di contenere 260 barriques, 48 tonneaux, 12 botti e 80.000 bottiglie”.

Per scendere in questo Paese dei balocchi si percorre una scala inscatolata in un guscio di legno, che “riproduce in scala 12:1 il packaging delle bottiglie della cantina, brevettato nel 2004”. Arrivati al fondo di questo tunnel, si può sostare per un attimo sull’ultimo gradino “più profondo degli altri perché pensato come una sorta di palco alto 20 cm da cui osservare le botti e sentire l’odore del vino e l’umidità dell’ambiente”.

Scheda tecnica

Progetto: ampliamento cantina La Brunella

Luogo: Barolo (CN)

Progetto e costruzione: 2004-2006

Committente: Azienda Agricola La Brunella S.S.

Architetto: Guido Boroli

Progetto Impianti: Studio tecnico Aschiero di Vola e Barberis (progettazione termotecnica), Agnelli Giovanni (impianto elettrico)

Imprese: Marino Agostino & Figli snc (movimentazione terra, Alba-Cn), Giordano Luigi (lavori edili, Fraz. Annunziata – Cn), F.C.F.M. di Chiarena F.&C (opere in ferro, Manforte d’Alba – Cn), C.F.G. snc di Ferrino & Giacone (impianti termici, Treiso – Cn), ACL Legno (copertura, Vr), Corino Impianti snc (imp. elettrico, Canale – Cn), Albacolor (resine e vernici, Neviglie – Cn), Riva Giancarlo (rivestimento esterno e opere di falegnameria, Intra – Vb)

L’autore


Caterina Grosso

Laureata in Architettura per il progetto (Politecnico di Torino), Caterina Grosso collabora dal 2012 con la rivista Il Giornale dell’Architettura. Ha lavorato per la rivista parigina “Le Courrier de l’Architecte” e collabora da qualche mese con lo studio di comunicazione per l’architettura ComunicArch.

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