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La modularità essenziale di Nendo

Le ultime creazioni di Nendo realizzate nel corso del 2015 sperimentano l’uso di materiali differenti con minimalismo e essenzialità

© Takumi Ota
© Takumi Ota
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Lo studio giapponese Nendo, guidato dal designer Oki Sato, rappresenta dal 2002 una cifra stilistica colta e raffinata nel campo del design. Le sue produzioni, che spaziano dalla grafica al design del prodotto, dall’arredo all’interior design e infine toccano l’architettura, sono dotate di uno stile proprio che ricalca il minimalismo e l’essenzialità. Non a caso Nendo in giapponese significa “creta”, proprio perché i prodotti sono plasmati con quella flessibilità e malleabilità che sottende l’idea stessa di creatività.
Affermato nel panorama del design contemporaneo, Oki Sato ha ricevuto in pochi anni importanti riconoscimenti internazionali come il recente “Designer of Year 2015” assegnato da Maison & Objet. La sua produzione è in costante crescita, se si considera che attualmente lo studio sta lavorando a circa 400 progetti. Mobili, arredi e accessori sono semplici ed eterei e sperimentano l’uso di materiali differenti, tra cui legno, alluminio, acciaio e vetro, come dimostrano le ultime creazioni realizzate nel corso nel 2015.

Il progetto della “Beauty Library” ultimata a Tokyo, mostra la modularità essenziale di Nendo, applicata a un progetto di retail design. Si tratta di una boutique che commercializza i cosmetici biologici Nature’s Way e allo stesso tempo dispone di una caffetteria. I prodotti di bellezza, con il loro packaging colorato, sono collocati all’interno di ampie librerie in legno, posizionate al centro dello shop e alte da terra a cielo. Le scaffalature seguono un disegno semplice e modulare e sono interrotte da tavoli in legno scuro (gli sgabelli sono stati prodotti da Emeco, su disegno di Nendo nel 2014), progettati per testare i cosmetici e utilizzare il QR code che contraddistingue ogni prodotto. La percezione pura dello spazio deriva dalla predominanza di superfici bianche su cui spicca il legno delle librerie, dei tavoli, delle mensole e di alcuni dettagli.
L’organizzazione dello spazio ricorda quindi una biblioteca, con gli scaffali e le postazioni studio individuali, affinché i consumatori possano acquisire le informazioni necessarie sui prodotti in vendita, proprio come in un luogo della conoscenza. Una caffetteria provvede alla cura interiore del corpo, mentre una piccola dependance affacciata su un cortile interno può ospitare eventi e workshop.

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La Beauty Library integra la vendita di cosmetici con una caffetteria © Takumi Ota

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Le librerie modulari in legno offrono postazioni studio individuali © Takumi Ota

Nendo ha sperimentato l’utilizzo del legno anche per la collezione di porte “Sever Doors”, presentate al Salone del Mobile 2015 e disegnate per Abe Kogyo, la ditta giapponese specializzata in falegnameria. Il progetto delle sette porte si sviluppa a partire da un disegno comune, ma ognuna interpreta la semplicità della struttura in legno seguendo le esperienze e le tecniche dell’azienda. La porta con lampada integrata richiama il sistema di serrature elettroniche per trasferire l’energia elettrica alla lampada, mentre la porta con duplice ingresso per adulti e per bambini deriva dall’esperienza di Abe Kogyo nell’arredo per asili e scuole materne. Il classico serramento scorrevole è stato rivisitato attraverso tre sezioni orizzontali che scorrono nella parte superiore e creano aperture sfalsate a piacimento; altre due porte sono invece utilizzate come delle pareti, con mensole, cornici e porta oggetti. Una porta angolare a 90 gradi permette di modificare la disposizione interna delle stanze e facilita l’accesso ai disabili; infine l’ultima porta sfrutta la tecnica giapponese di assemblaggio Kumiko, con reticoli in legno senza chiodi, sperimentata dalla caratura industriale di Abe Kogyo.

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Nendo, Seven Doors per Abe Kogyo, 2015 © Akihiro Yoshida

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Lamp, Seven Doors per Abe Kogyo © Akihiro Yoshida

 

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Corner, Seven Doors per Abe Kogyo © Akihiro Yoshida

Un’altra recente creazione di Nendo è la “Twig Chair” prodotta per Alias, il marchio italiano specializzato in mobili in alluminio. Si tratta di una sedia smontabile e intercambiabile, composta da un telaio fisso in alluminio e da una parte complementare variabile. La struttura presenta quattro gambe (denominate “twig” ovvero ramoscelli) e una seduta in alluminio bianco, mentre la parte dello schienale è disponibile in legno, in plastica e in tessuto e può essere modellata seguendo cinque variazioni: quattro elementi a T separati o con sezioni collegate, schienale alto o basso. Rimuovendo la parte superiore, le sedie risultano impilabili e facilitano stoccaggio e trasporto.

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Nendo, Twig Chair per Alias, 2015 © Akihiro Yoshida

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Il telaio è in alluminio bianco mentre lo schienale è intercambiabile © Akihiro Yoshida

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Twig Chair con schienale composto da quattro elementi a T separati © Akihiro Yoshida

Un’esperienza simile ha coinvolto Nendo nella realizzazione della seduta “Float” per Moroso e della collezione “Single-curve” per Gebrüder Thonet Vienna.
Float è uno sgabello e si compone di un telaio in acciaio verniciato a polvere e di una seduta rettangolare in legno compensato. Utilizzando una struttura a sbalzo, due delle quattro gambe sono state tagliate e la seduta sembra galleggiare in aria.
La collezione Single-curve include invece sgabelli e tavoli in faggio curvato, seguendo la nota produzione dell’azienda austriaca. Rimanendo fedele al modello Thonet originale, Nendo ha disegnato gli arredi con un solo elemento curvato, il quale abbinato a linee rette, attira maggiormente l’attenzione.

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Nendo, Float stool per Moroso, 2015 © Akihiro Yoshida

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Nendo, Single-curve collection per Gebrüder Thonet Vienna, 2015 © Joakim Blockstrom

Infine un’importante collaborazione tra Nendo e Glass Italia ha portato alla realizzazione di una serie di arredi che sperimentano la lastra di vetro in varie declinazioni, seguendo le tecniche avanguardistiche sviluppate dall’azienda. La linea “Soft”, tre tavolini bassi a forma di scatola, utilizza ad esempio fogli di vetro smerigliato su cui è stampato un motivo che rende sfuocate le superfici. Prima che le lastre siano assemblate, una tecnica estremamente difficile rende i bordi colorati con un effetto di gradazione dal blu al viola, dal viola al rosso e dal rosso al giallo.

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Nendo, Soft collection per Glass Italia, 2015 © Kenichi Sonehara

La collezione “Slide”, costituita da scaffalature e tavoli, punta invece sulla tecnologia che lega il vetro al vetro. Una mensola in ogni libreria è lasciata scivolare in orizzontale, così come la superficie superiore dei tavoli scorre rispetto alla posizione originaria; in questo modo il vetro nero che sembra scivolare è collegato ad un vetro trasparente, nonostante la ridotta sezione trasversale. Allo stesso modo la serie “Pair” traduce questo principio pensando ad una sovrapposizione di mobili, tavoli e sedie: il vetro trasparente è usato per le sezioni sovrapposte, il vetro smerigliato color fumo per le altre superfici.

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Nendo, Slide collection per Glass Italia, 2015 © Kenichi Sonehara

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Nendo, Pair collection per Glass Italia, 2015 © Kenichi Sonehara

Il tavolino “Window” utilizza la tecnologia per tagliare i fori nel vetro e si compone di quattro strati separati caratterizzati da una serie di fori quadrati che seguono una griglia sfalsata ma conforme all’angolo di visione, grazie ad uno specchio posizionato sul fondo. Anche il tavolo “Clear Shadow” gioca con la percezione: il vetro superiore trasparente presenta dei disegni di fiocchi di neve che proiettano, se colpiti da una luce diretta, un gioco di ombre interessante sulla superficie orizzontale bianca posizionata pochi centimetri sotto.

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Nendo, Window table per Glass Italia, 2015 © Kenichi Sonehara

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Nendo, Clear Shadow table per Glass Italia, 2015 © Kenichi Sonehara

I tavolini denominati “Path” sfruttano le lastre curve di vetro e possono essere combinati fino a creare lunghi percorsi. I bordi del vetro curvo sono infatti stampati in nero per accentuare il disegno sinuoso del percorso. Anche i mobili “Layers” sono realizzati interamente in vetro e presentano dei lembi colorati pendenti, che possono scorrere l’uno sull’altro. La tecnica del vetro colorato, ampiamente sperimentata da Glass Italia in varie tonalità, prevede l’inserimento di pellicole colorate tra due lastre di vetro per mezzo di calore.

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Nendo, Path collection per Glass Italia, 2015 © Kenichi Sonehara

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Nendo, Layers collection per Glass Italia, 2015 © Kenichi Sonehara

Infine la serie di tavolini “Scratch” è più rustica e presenta un telaio in legno su cui è appoggiata una superficie in vetro trattato. Dopo aver applicato un rivestimento omogeneo al vetro, la superficie è infatti incisa con una spazzola metallica che disegna una trama verticale e orizzontale, simile ad un tessuto intrecciato. Questa trama è stata poi digitalizzata affinché possa essere stampata su più fogli di vetro, trasformando un’azione umana in design industrializzato.

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Nendo, Scratch collection per Glass Italia, 2015 © Kenichi Sonehara

 

 

 

 

 

 

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