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La Rinascente compie 100 anni: la mostra di OMA e l’archivio digitale

Un pezzo importante della storia economica, culturale e del design italiano è in mostra a Milano, in un progetto frutto del significativo lavoro di ricostruzione digitale e collettivo di un archivio che ha perso parti importanti

© OMA
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La Rinascente festeggia 100 anni. Era il 1917 quando Gabriele D’Annunzio, dopo la fresca acquisizione dell’attività avviata dai fratelli Boccioni da parte di Senatore Borletti, ideò un nome che presto avrebbe occupato un posto importante nella storia nazionale.

Milano celebra una storia commerciale e di costume, culturale e creativa, che è stata anche una parte importante della storia del design, con una mostra promossa dal Comune con il Gruppo La Rinascente e Palazzo Reale e allestita da OMA/AMO di un Rem Koolhaas sempre più legato alla città meneghina: “LR100-Rinascente. Stories of innovation”, curata da Sandrina Bandera e Maria Canella e aperta fino al 24 settembre.

Dentro le stanze di Palazzo Reale 12 ambienti rievocano per temi e suggestioni, nella riproposizione di un “archivio vivente”, la storia del primo (e ancora oggi unico) department store italiano, nato dall’idea di Luigi e Ferdinando Bocconi che nel 1865 aprono a Milano, seguendo un’ispirazione che viene da Parigi, il primo negozio in cui è venduto abbigliamento preconfenzionato. Da allora, l’acquisizione da parte di Senatore Borletti e il nuovo e ottimista nome dannunziano danno slancio a una crescita che, poco scalfita anche dalla crisi post 1929, porta nuovi punti vendita e magazzini in città e a Torino, Genova, Firenze, Roma, Bologna, Napoli e Palermo per poi arrivare anche in Sardegna e coinvolge il lavoro di architetti come Gio Ponti, che alla fine degli anni venti progetta per Domus Nova una serie di mobili poi prodotti in serie proprio da La Rinascente, e grafici-pittori come Marcello Dudovich, che, tra i padri del cartellonismo pubblicitario, tra 1921 e 1955 disegna 75 poster.

La mostra tratteggia i confini di un successo basato sull’approccio avanzato e sulla ricerca dell’innovazione in diversi settori, dalla grafica, al processo, alla produzione e vendita di beni, e ricostruisce anche i riferimenti di un ambiente culturale nazionale e internazionale che nel corso degli anni guarda alle esperienze di Le Corbusier, di Walter Gropius e del Bauhaus, ma anche ad artisti come Fortunato Depero, Andy Wharol e, negli anni più recenti, Michelangelo Pistoletto.

Finita la seconda guerra mondiale, gli anni cinquanta e la crescita economica segnano, anche per la sempre fiorente Rinascente, un’ulteriore crescita e l’avvio di processi innovativi su più fronti che hanno portato collaborazioni illustri negli ambiti del design e della grafica, sperimentazioni nel campo delle vendite e del disegno dei prodotti in vendita che, per il design, nel 1954 portano la fondazione del premio Compasso d’Oro, poi passato alla gestione dell’ADI.

La fine degli anni sessanta segnano l’avvio di un progressivo declino che tuttavia, insieme a un importante cambio di proprietà (la FIAT attraverso IFIL), porta l’acquisizione di magazzini Upim e supermercati Sma. Da allora, ulteriori passaggi (l’ultimo dei quali, alla fine degli anni novanta, ha visto la nascita del Gruppo Rinascente con l’ingresso del gruppo Auchan che acquista il 49% delle quote) hanno portato ai giorni nostri e all’ultimo proprietario, la thailandese Central Retail Corporation, che rileva marchio e gruppo nel 2011 con l’obiettivo di rilanciarlo in Italia e portarlo all’estero.

La mostra di Palazzo Reale nasce da un importante e interessante progetto incrementale che dal 2015 sta lavorando alla creazione di un archivio digitale sulla storia del gruppo a partire dal 1865: Rinascente Archives. Nato in occasione del centocinquantenario della nascita dei Magazzini Bocconi e diretto da Maria Canella e Elena Puccinelli (dell’associazione culturale Memoria & Progetto), sta mettendo insieme i pezzi di una storia più che centenaria il cui archivio “tradizionale”, come è successo per moltissimi altri, è andato quasi totalmente perduto a causa dei molti passaggi di proprietà, dei bombardamenti di guerra e dell’incendio che nel 1918 distrusse completamente Palazzo Bocconi.

I materiali fin qui raccolti, digitalizzati e messi in libera consultazione sul sito provengono, finora, da 26 tra fondi e archivi, che spaziano dalla Fondazione Triennale di Milano, alla Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro al Touring Club Italiano, e comprendono quelli di importanti nomi del mondo dell’architettura, della grafica e del design italiani come Mario Bellini, che nei primi anni sessanta inizia la sua carriera professionale lavorando nell’Ufficio Sviluppo del gruppo disegnando mobili e arredi, e Italo Lupi, che negli stessi anni inizia a lavorare per lo stesso ufficio come consulente grafico.

Rinascente Archives, oltre che un progetto incrementale e virtuale, è anche collettivo. Il processo di digitalizzazione permette infatti di mettere a disposizione materiali provenienti dalle fonti più disparate, istituzionali ma anche private, motivo per cui tutti i possessori di documenti, atti, scritture, fotografie, grafiche e manifesti sulla storia sono invitati, se interessati, a condividere il loro materiale attraverso il portale.

 

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