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La terza dimensione del plywood

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I motivi che segnano la riaffermazione del compensato nel design contemporaneo sono sostanzialmente due. Innanzitutto un nuovo interesse verso il legno come materia “rassicurante” rispetto a un mercato difficile. E poi abbiamo la rilettura di un semilavorato che, dopo avere segnato una svolta specie in altre realtà (ad esempio la Scandinavia), si confronta con le tecnologie digitali.

L’anima del plywood – chissà perché suona meglio la versione inglese – stava proprio nella sua valenza di foglio, di elemento piatto da sottoporre a poche lavorazioni per mantenere, attraverso la sua bidimensionalità, l’idea della leggerezza e della sottigliezza. Oggi, grazie alle risorse del taglio laser e della modellazione 3D, siamo capaci di riportare il foglio a una forte tridimensionalità, come se il manufatto d’arredo fosse ricavato dal tronco “per via di togliere”.

La modellazione digitale entra in gioco a monte, nella creazione degli stampi. Mediante piegatura a vapore o per incollaggio progressivo degli strati lignei, la geometria del sottofondo è pur sempre figlia del controllo numerico.

Le riflessioni odierne sul significato del plywood sono molteplici. In primis, il suo impiego nel design d’arredo gioca un ruolo complesso e contraddittorio. All’interno di uno stesso oggetto si alternano le fasi della meccanizzazione e della manualità. La presenza della tecnologia, anche quella più avanzata, non conduce ancora alla dimensione della larga tiratura. Pieghe, curve e bordi stratificati segnano ancora una fase virtuosistica del pezzo d’arredo.

In secondo luogo, l’uso del multistrato abbinato alle soluzioni digitali consente di espandere il terreno tipologico delle applicazioni. Il repertorio fotografico qui sotto riporta temi tradizionali dell’arredo, ma anche delle tipologie per le quali, fino a pochi anni fa, l’uso del legno in fogli era impensabile: anche se le sue caratteristiche meccaniche erano interessanti, erano i sistemi di formatura a rappresentare un limite. Si vedano, a questo proposito, gli esempi di biciclette e di lavabi, per i quali gioca un ruolo attivissimo anche il perfezionamento chimico delle resine fenoliche.

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