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L'acciaio è sempre acciaio

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Un secolo ma non lo dimostra. Il suo rapporto con il design ha attraversato – come accade in ogni legame d’amore – alti e bassi, ma i progettisti non hanno mai messo in discussione le sue prestazioni tecniche e la sua bellezza. Bellezza, appunto. Qui è intesa senza riferimenti estetologici, a favore di una semplice accezione subliminale ed emozionale.

È una materia forte e splendente che non necessita di particolari sovrastrutture calligrafiche. Anzi, più sono sintetiche le forme dei prodotti in acciaio, più esso rivela la sua potenza visiva. L’acciaio è la sublimazione della superficie. Proprio dalla lastra si ricava in pieno il senso della materia.

Desideriamo ora confrontare l’esperienza dell’acciaio con il quadro del design contemporaneo. E scaturiscono due considerazioni.

Esso è un materiale pienamente moderno. Continua cioè la tradizione del Moderno (con la M maiuscola) rispondendo alle esigenze materiali della precisa società di riferimento attraverso strumenti “belli” e corretti dal punto di vista funzionale.

La seconda riflessione riguarda il ruolo dell’acciaio nel sistema produttivo e, di conseguenza, il suo rapporto con il termine “design”. Il materiale in questione contempla, in quasi tutte le applicazioni, l’idea della produzione in larga serie e con mezzi avanzati. Per farla breve, con l’acciaio persiste inevitabilmente la formula del “disegno industriale”, dove la tecnologia è chiamata per realizzare forme semplici con processi di tipo avanzato.

A questo punto verifichiamo l’equazione tra ampia tiratura, bellezza diffusa in senso democratico e l’uso si un linguaggio paratattico per definire l’identità di un artefatto.

Anche nel caso di soluzioni su  misura per l’interior, decade l’edizione ripetitiva ma il principio formale della non-ridondanza si riconferma in pieno.

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