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Le curve del gusto

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Nella maggior parte dei casi, quando si presenta il risultato di un gesto creativo, si intorno ad esso costruisce un apparato argomentativo. In pochi altri casi, come quello presentato in questa pagina, le immagini parlano da sole. È il caso in cui un progetto crea emozione e coinvolgimento. E, dato che si tratta di un locale pubblico, genera una soluzione estrema senza mettere a disagio il cliente.

È di recente apertura il ristorante Banq, situato a Boston, nell’edificio di una banca. A Boston si trova anche lo studio Office dA, capitanato da Monica Ponce de Leon e Nader Tehrani. Il lavoro dello studio non si rende riconoscibile attraverso dei cliché tanto cari ai colleghi di tutto il mondo, ma considera ogni incarico come una condizione a se stante. Ogni volta le riflessioni di Monica e Nader ripartono da zero e agiscono in una direzione investigativa sulle caratteristiche dei materio lai e del loro comportamento sotto l’effetto delle tecniche digitali.

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Digitale è la soluzione geometrica individuata per il Banq. Innanzitutto i progettisti azzerano il volume preesistente. Lo rivestono con una sequenza di lamelle in legno naturale – rigorosamente una diversa dall’altra – che disegnano delle curve di livello in verticale. Lo spazio così ottenuto perde ogni caposaldo scalare, poiché tutto è anticonvenzionale e sospeso…

L’arredo, costituito da tavoli e sedie in legno naturale a venatura forte, è semplice e riequilibra l’ardimento tecnologico del sistema ondulato.

A dispetto dell’estremizzazione costruttiva, Banq codifica il massimo dell’ospitalità. La cucina di base è francese, con contaminazioni provenienti da numerosi paesi asiatici: India, Thailandia, Vietnam, Cina e Giappone. Ma l’ospitalità sta anche altrove: Banq è anche uno dei ristoranti meno cari della città.

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