Libeskind disegna Nina per Olivari | Architetto.info

Libeskind disegna Nina per Olivari

wpid-4908_ninadaniellibeskind.jpg
image_pdf

L’ultima nata in casa Olivari si chiama Nina e porta la firma del grande architetto statunitense Daniel Libeskind. Questa maniglia è il risultato di un abile lavoro di sottrazione della materia, che ha consentito di arrivare alla definizione di un volume assottigliato, dal carattere attuale. Nina, in produzione da gennaio 2013, è indicata in ambienti moderni, dove la ricercatezza del design diventa elemento distintivo del gusto.

Ma Libeskind non è l’unica ‘grande firma’ che ha collaborato con l’azienda fondata nel 1911 a Borgomanero, in provincia di Novara, dove ancora oggi si trovano gli stabilimenti. Chelsea è frutto della creatività di Jean Nouvel, che ha così descritto il suo lavoro: “Le maniglie sono generalmente squadrate, fredde e sgradevoli in mano.
Nella mia architettura cerco sempre maniglie che abbiano un’identità, una forma arrotondata ed una tattilità.
Una maniglia è un particolare che approfondisce il luogo”. Disegnata appositamente per un hotel a Chelsea, la maniglia di Nouvel è ora in produzione in porcellana.

Si chiama invece Lucy, ed è entrata recentemente in produzione, la maniglia disegnata da Patricia Urquiola: perfetta nella sintesi formale, si compone di volumi ricercati sia nelle dimensioni che nelle proporzioni. È costituita da tre elementi distinti che dialogano tra loro e si integrano magistralmente in un rimando continuo che dà luogo a un insieme riuscito e genera l’armonia del pezzo.

 {GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Libeskind disegna Nina per Olivari Architetto.info