Lo spazio della velocità urbana | Architetto.info

Lo spazio della velocità urbana

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Il tema del trasporto metropolitano merita ampie trattazioni, ma talvolta è sufficiente isolare alcune news per riflettere sul cosiddetto “stato dell’arte” nel contesto delle principali città italiane.

Dopo le recenti realizzazioni di Torino e Napoli, che hanno toccati livelli progettuali sicuramente soddisfacenti e in linea con i tempi, anche il capoluogo lombardo ha tentato, all’inizio dello scorso anno, un’operazione rinnovamento delle banchine e dei mezzanini delle stazioni del metrò, per quanto riguarda sia la linea 1 (inaugurata nel 1961) sia la 2 (aperta nel 1978).

L’ATM ha indetto un concorso a inviti per il restyling di due nodi-campione: la stazione Garibaldi e piazzale Loreto. Nel primo caso, l’intervento è stato attuato in tempi celeri secondo il brillantissimo progetto di Davide Bruno. Nel secondo, la solita bolla di sapone.
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Desideriamo mettere in evidenza un aspetto importante. Anche se è passato mezzo secolo dall’avvio ei lavori per la linea 1, i progettisti coinvolti in questa nuova operazione hanno comunque dovuto confrontarsi con una preesistenza illustre, perfettamente riuscita e assai imitata nel resto del mondo. Parliamo dell’intervento di allestimento delle stazioni concepito dallo studio Albini-Piva-Helg, con l’apparato grafico di Bob Noorda.

Quel progetto ha fatto tradizione. Per questo motivo, la proposta di Gianluca Sgalippa e Conte+Oggioni+Partners ci sembra di grande interesse per la sua carica innovativa in armonia con i segni scritti nell’immaginario visivo dei viaggiatori.

Il concept generale si affida a ben pochi elementi fisici, a favore delle risorse della grafica digitale. Una texture dinamica, vibrante, giocata sul rosso o sul verde (a seconda della linea), si sposa a un sistema segnaletico che nasce dallo sviluppo dell’idea di Noorda.

Si tratta di una proposta forte e iconicamente precisa, ma che si giova di semplificazioni, soprattutto per quanto riguarda la riorganizzazione dei segnali di secondaria importanza e la semplificazione delle presenze pubblicitarie. Non si aggiudicata il primo posto, ma ci piace notare che può esserci innovazione anche nel rispetto delle “regole” scritte nei luoghi di pubblica frequentazione.

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