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Lo spazio dell’invenzione

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Nel disegnare nuovi assetti per Le Laboratoire, Mathieu Lehanneur crea spazi a crinale tra arte e scienza. Ci riesce in pieno con il progetto un progetto di respiro evoluto, che poteva trovare spazio solo a Parigi, al 4 di rue de Bouloi. Parliamo di LaboBrain, uno spazio privato per l’elaborazione del pensiero scientifico e tecnologico, che ha l’obiettivo di iniziare dei processi creativi tra artisti e scienziati di fama internazionale. E di LaboShop, il negozio aperto al pubblico dove si vendono “item” a tema: oggetti in edizione limitata o prototipica, libri, riviste a tema (specialmente quelli pubblicati da Artscience) e altri prodotti innovativi concepiti in collaborazione con il Laboratoire.

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L’intero ambiente-vendita è caratterizzato da espositori retrattili luminosi che si incassano nel soffitto, liberando l’area calpestabile a favore dei visitatori invitati al FoodLab. Infatti, la sperimentazione coinvolge anche il palato, oltreché il cervello: al pianterreno si possono gustare, sotto la guida di Thierry Marx, delle proposte sul tema della cucina molecolare.

Nonostante la ristrettezza del luogo, si tratta di un volume con degli occhi più grandi del suo contenuto grazie a un sistema di pantografi a controllo remoto. È un’architettura mobile, che si riconfigura come per la magia di meccanismi sofisticati.

Del resto, Mathieu Lehanneur, firma di punta del gruppo V.I.A., ci sta abituando sempre di più all’esplorazione delle risorse espresse dal rapporto tecnologia/natura. E ovviamente non poteva che mettere in vendita in LaboShop i prodotti fantasmagorici di sua invenzione.

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