Muji sviluppa la casa prefabbricata firmata in versione minimal | Architetto.info

Muji sviluppa la casa prefabbricata firmata in versione minimal

L’azienda giapponese ha incaricato Jasper Morrison, Konstantin Grcic e Naoto Fukasawa di elaborare le loro versioni di un rifugio per il tempo libero. Che saranno messe in vendita quest'anno

Il progetto di 'Muji Hut' di Naoto Fukasawa © Muji
Il progetto di 'Muji Hut' di Naoto Fukasawa © Muji
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La progettazione di case prefabbricate, standard e modulari, realizzate per essere prodotte in serie ha affascinato generazioni di architetti e designer.

Diverse per finalità, forme, materiali e mezzi espressivi, realizzate o rimaste sulla carta, le idee per le abitazioni prefabbricate spaziano nel corso del Novecento dalle elaborazioni prebelliche di Walter Gropius e del Bauhaus alle proposte postbelliche di Jean Prouvé che, in risposta alle gravi problematiche poste dalla ricostruzione, nella seconda metà degli anni quaranta realizza alcuni esemplari della smontabile e trasportabile Maison Ferembal (una delle quali è stata esposta nel 2013 sul tetto del Lingotto di Torino in occasione della mostra di parte della collezione di Laurence e Patrick Seguin organizzata dalla pinacoteca Gianni e Marella Agnelli) o di Marco Zanuso che nel 1946 pubblica su Domus tre articoli sul tema, alle elaborazioni mai realizzate di un Le Corbusier da sempre affascinato dalle applicazioni dei metodi industriali all’edilizia. Per arrivare, in un contesto completamente trasformato, agli esempi più recenti e commerciali, tra cui Path, la “casa a catalogo” firmata dal designer Philippe Starck completata lo scorso anno in collaborazione con l’azienda slovena Riko, fino alle sperimentazioni di aziende come Ikea che, accanto ai rifugi temporanei, è da tempo impegnata nello sviluppo di progetti di case prefabbricate come la Boklok, con struttura in legno.

Presenza (non) nuova all’interno di quest’ultimo filone, è Muji: l’azienda giapponese produttrice di accessori, capi di abbigliamento e arredi dal disegno minimale, elegante e senza fronzoli particolarmente apprezzata proprio dagli architetti già da tempo si è infatti proposta anche come sviluppatrice di prototipi di case, dando vita a collaborazioni importanti.

Tra le più famose, quella con Shigeru Ban, l’architetto delle catastrofi, delle costruzioni di cartone, antisismiche e durevoli, che proprio dalle architetture nate come possibile risposta alle distruzioni dei terremoti ha iniziato a elaborare quella che sarebbe diventata la Furniture House, abitazione sviluppata con Muji in cui gli stessi arredi diventano elementi strutturali che possono essere assemblati a mano da un’utenza finale che a sua volta diventa costruttrice della sua stessa casa.

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E negli anni più recenti ha sviluppato e messo in vendita il concept della Vertical House, il cui prototipo, una costruzione in legno a tre piani fuori terra sviluppata in altezza su un’area di base di poco meno di 30 mq, è stato completato lo scorso anno a Tokyo.

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Su questa scia, durante la recente Tokyo Design Week, che da due anni ha aperto una propria finestra anche al Fuorisalone di Milano, Muji ha costruito all’interno del parco Meiji Jingu Gaien i risultati delle sue ultime collaborazioni con tre designer di fama: il britannico Jasper Morrison, il tedesco (e allievo di Morrison) Konstantin Grcic e il giapponese Naoto Fukasawa (attualmente designer capo dell’azienda), a cui ha chiesto di elaborare una personale versione del Muji Hut, una piccolissima kyosho jutaku extra urbana in cui trascorrere il tempo libero lontano dalla città.

I risultati sono diversi nelle forme, nei materiali e nelle dimensioni, e si prevede siano messi (con qualche polemica sui prezzi elevati) in vendita il prossimo anno.

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La casa temporanea di Jasper Morrison © Muji

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Interni della casa temporanea di Jasper Morrison © Muji

Morrison utilizza infatti il sughero per rivestire l’esterno di un piccolo rifugio con struttura il legno chiusa da un tetto monofalda, all’interno della quale realizza un unico ambiente riscaldato da una stufa dotato di bagno e una piccola cucina.

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Il progetto di Konstantin Grcic © Muji

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Interni della casa di Konstantin Grcic © Muji

L’alluminio è invece il materiale con cui Grcic riveste la sua “scatola” bilivello a tetto piano, all’interno della quale realizza un ambiente per soggiornare e uno superiore per trascorrere la notte. In facciata, moderni pannelli in legno e carta riferimento diretto alle tradizionali pareti shoji.

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Interni della casa di Naoto Fukasawa © Muji

E un legame più diretto con la tradizione locale, nelle forme e nei materiali, dimostra la proposta del giapponese Fukasawa, che utilizza il legno per impostare una capanna dalle grandi aperture all’interno della quale crea un unico ambiente con una cucina minimalista completato da un piccolo bagno con vasca.

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