Naturale e artificiale per una residenza 'unica' | Architetto.info

Naturale e artificiale per una residenza ‘unica’

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Per avere più spazio e assicurarsi la possibilità di chiudere completamente la vista dall’esterno verso l’interno, i proprietari hanno comprato anche i 3 lotti di fronte riuniti poi in un unico appezzamento. Anzichè costruire un edificio su due piani più uno seminterrato – cosa possibile vista la dimensione del lotto – si è preferita una casa bassa, giocata sull’orizzontale, e molti spazi dedicati a giardino.

L’idea progettuale della casa nasce direttamente dall’osservazione del contesto. Per raggiungere l’obiettivo di un’unica grande casa per una sola e ampia famiglia, si è innanzitutto suddiviso il volume in due parti. Metà dell’edificio è interrato, come un negativo incastrato nella terra, e diventando anzi parte di essa. Su questa metà del progetto sorge il secondo volume, lungo e piatto, realizzato in cemento bianco.

Nel volume più basso vi sono i locali tecnici, le zone meno usate e di servizio. Nelle aree superiori si svolgono le attività sociali attorno ad un cortile centrale, mentre le camere private si innestano su un secondo spazio-giardino comune.

La caratteristica principale di questa residenza è il modo in cui produce la sua forma dialettica: la parte inferiore rappresenta la parte “naturale” dell’edificio, la sua metà superiore è la parte galleggiante e “artificiale”. Il rapporto tra le due parti è significativo: un volto introverso e intimo, di ombra o luce riflessa, e l’altro aperto, luminoso e trasparente, dove si può godere del paesaggio e del panorama.

Un’attenzione che, come sempre in questo tipo di progetto, è declinata anche a comprendere la vita e la personalità di coloro che abiteranno quegli spazi, e cercare di dare a essi un nuovo significato per la vita quotidiana.

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