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Office design: gli uffici di Google nel mondo

Gli uffici di Google nel mondo sono ambienti di lavoro apparentemente stravaganti, studiati per favorire un’estrema collaborazione creativa. Ecco dove ci ha portato il nostro 'viaggio globale'

Google Dublino, le lettere giganti della reception © Peter Wurmli
Google Dublino, le lettere giganti della reception © Peter Wurmli
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Google, il motore di ricerca che ha cambiato la storia del web, vanta oltre 70 uffici distribuiti in più di 40 paesi del mondo. Ogni ufficio rispecchia i valori sociali del brand e accoglie i dipendenti in spazi di lavoro apparentemente stravaganti, studiati per promuovere un’estrema collaborazione creativa.

Aree comuni sviluppate secondo un preciso tema, ambienti di lavoro alternativi, ristoranti e bar, palestre, sale riunioni informali, comodi salotti, aree gioco interattive, piccole cucine e tanti altri spazi collaborativi, favoriscono, secondo la filosofia olistica di Google, un lavoro sano e stimolante che permette ai membri del team di interagire e comunicare. Spesso queste funzioni aggiuntive costituiscono il 50% del progetto e disegnano una spazialità varia e flessibile che incentiva i valori fondamentali di creatività e innovazione.

Il nuovo campus di Dublino, progettato dallo studio svizzero Camenzind Evolution insieme a Henry J. Lyons Architects, è un esempio di location stimolante e in via di sviluppo per tutti i team (ingegneria, marketing, finanza, vendite…). “Google Docks”, l’edificio principale del campus (composto in totale da quattro immobili per un totale di 47.000 mq) ospita 14 piani di uffici personalizzati. Ogni livello incarna un valore perseguito da Google nel rispetto dei principi di base su cui si fonda la società: Search, Appiness, Be Green, @Home, Create, Organize, Innovate.

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Google Dublino, aree comuni © Peter Wurmli

Nonostante gli evidenti elementi che accomunano i progetti immobiliari di Google, in ogni sede si respira un’atmosfera diversa. Gli uffici, distribuiti in tutto il mondo, riflettono la cultura del luogo in cui sorgono e il disegno degli interni mescola una varietà di stili che interpreta l’identità di ogni paese attraverso la storia. Gli spazi mostrano un carattere distintivo e accolgono diverse aree tematiche studiate per rendere gli ambienti molto suggestivi ed eccentrici, accostando materiali, colori e arredi.

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Google Tel Aviv, un salotto allestito come un giardino © Itay Sikolski

Nella sede di Google a Tel Aviv, progettata dagli stessi designer svizzeri Camenzind Evolution insieme agli studi autoctoni Yaron Tal e Setter Architects, questo aspetto è molto evidente. Gli uffici occupano otto piani di uno dei più alti grattacieli della città (Torre Electa) e ogni ambiente interno si basa su una scenografia che richiama Israele sotto diversi punti di vista. La reception, allestita su un pavimento in legno ondulato, ricorda il porto di Tel Aviv; alcuni corridoi evocano le strade più antiche, strette, acciottolate e complete di finestre ad arco e fioriere; uno spazio d’accoglienza è ricco di alberi d’arancio; una sala meeting fa riferimento alla cultura surfista della città mentre un’altra è circondata da piante rampicanti; dettagli più rustici caratterizzano una sala da pranzo che appare come un magazzino riconvertito e alcuni salotti con arredi scolpiti in legno; infine uno scivolo raccorda più piani, come nella sede di Zurigo. Gli ambienti di lavoro veri e propri, organizzati in grandi open space, sono invece più austeri e non distraggono l’attenzione.

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Google Amsterdam, spazi ricreativi © Alan Jensen

Trasformata in un luogo eccentrico anche la sede di Google ad Amsterdam, in seguito al vitale restyling eseguito nel 2014 su progetto dello studio olandese D/Dock. I graffiti sui muri in mattone, le luci a forma di scatola di cartone e la sala conferenze concepita come un container, traggono ispirazione dal tema grunge del garage, nel ricordo della rimessa in cui i fondatori Larry Page e Sergey Brin hanno lanciato la piattaforma sul web. Dettagli tipicamente olandesi arricchiscono l’atmosfera: i pannelli appesi al soffitto sono a forma di stroopwafel, i disegni bianchi e blu provengono dalla ceramica di Delf, la reception è concepita come un porta biciclette e una roulotte degli anni sessanta è adibita a sala riunioni.

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Google Tokyo, un’immagine del Matsuri in una sala riunioni

Anche gli uffici di Tokyo vogliono comunicare il contesto giapponese senza ricorrere a clichè, attraverso il progetto dello studio Klein Dytham Architecture. Ad ogni zona è stato assegnato un colore e molte pareti sono ricoperte da immagini digitalizzate che evocano la tradizione del Giappone. Alcuni salotti informali, circondati da pareti in blocchi di calcestruzzo forati, riportano alla grafica floreale dai colori vivaci, mentre altre sale riunioni celebrano la festa più popolare del paese denominata Matsuri con immagini forti in cui dominano i colori blu e arancio delle vesti; una carta da parati con motivi geometrici richiama invece la tradizione dell’architettura in legno. Un dipinto murale del Monte Fuji, creato appositamente per Google, avvolge una parete della sala di presentazione e formazione allestita come i memorabili bagni pubblici del Giappone, oggi scomparsi, con piastrelle in ceramica bianche, sgabelli in legno e schermi di computer come specchi. Infine uno stagno di carpe koi digitale risponde a sensori nascosti e proietta i pesci verso coloro che entrano.

I quattro colori di Google, che fanno del logo un riconoscimento universale (blu, rosso, giallo e verde), non possono mancare all’interno di ogni ufficio: in alcuni casi si manifestano vivaci, in altri sono riconoscibili solo nei dettagli. Compaiono anche i simboli più conosciuti, come l’icona di localizzazione di Google Maps, l’icona di Chrome o quella di Android.

Nella sede di Tokyo molti sfondi grafici giocano con la mascotte di Android e la reception è contraddistinta da tappeti e arredi che seguono la tavolozza del marchio. Allo stesso modo la sede di Londra progettata da Scott Brownrigg mostra molti elementi e colori iconici; a Pittsburgh il mattone a vista della reception contrasta piacevolmente con i colori vivaci di Google; a Dublino il piano terra del “Google Docks” presenta una serie di spazi d’incontro e relax alloggiati all’interno di strutture giganti che ricalcano le lettere e i colori del brand.

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Google Pittsburgh, l’area gioco © David Aschkenas

Osservando la sede di Pittsburgh risulta evidente il rapporto istituito tra i nuovi uffici e la sede storica del fabbricato in cui sorgono, un edificio centenario della produzione Nabisco. Lo studio di architettura Strada, che ha curato il progetto, ha scelto di mantenere lo stile industriale con tubi a vista e pareti grezze, completando lo spazio con passerelle sospese, un giardino coperto con piante di bambù, un’amaca formata da una rete di carico che oscilla e una sala conferenze all’interno di una struttura cilindrica preesistente.

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