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Oltre allo specchio c'è di più…

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Gli oggetti ibridi di Ron Gilad abbinano l’ingegno al gioco estetico e si posizionano sull’ampia e accattivante linea tra astratto e funzionale. Spaziano dai pezzi unici alle edizioni limitate e alle produzioni di serie. I suoi lavori non hanno “data di scadenza” e si possono trovare in tutto il mondo in collezioni pubbliche e private.

In questa serie editata da Dilmos, battezzata “IX Mirrors”, Gilad suggerisce che l’immagine allo specchio racchiude un’ipocrisia che riflette solo la nostra esteriorità.

Gli specchi di Gilad sono semplici cornici di legno rettangolari in cui sono state introdotte delle narrative. Il riflesso dello spettatore non più oggettivo, contiene più di quanto riflette. L’aspetto funzionale diventa secondario; le corde sopra lo specchio, le cornici dorate svuotate e il portacandela di bronzo all’altezza del volto dello spettatore non hanno una funzione puramente decorative: in quasi ogni aspetto del suo lavoro, Gilad esplora e gioca con la scala per sfidare i confini della nostra percezione.

Dal punto di vista del design, questi principi sono la ricerca delle giuste proporzioni, ma Gilad ignora appositamente le giuste proporzioni, fino ad arrivare all’estremo con soluzioni surreali.

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