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“Orme cinesi” di Francesco Meda

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Come può il design italiano intervenire su elementi classici di arredamento cinesi? La risposta al quesito l’ha data il progetto firmato Francesco Meda e intitolato Orme Cinesi, ora esposto alla Schoeni Art gallery di Hong Kong, trasformata in una sorta di punto d’intersezione tra le due culture. L’incontro tra i due lontani mondi, il cinese e l’italiano, ha dato vita in realtà ad un qualcosa di insolito, ma che potrebbe definirsi quasi “naturale”. L’approccio da cui è partito il designer milanese è rispettoso delle caratteristiche di entrambe le culture e mantiene viva la tradizione artigianale millenaria cinese, contaminandola, però, con elementi dell’industrializzazione occidentale, ad esempio la tecnologia della prima Bauhaus rappresentata da sostegni tubolari curvi.

Un tributo alla teoria semplificatrice del funzionalismo, “Orme cinesi” elimina il ridondante per mettere in evidenza simboli iconici del linguaggio culturale cinese. La sedia “curved armchair”, ad esempio, si presta perfettamente all’esperimento di fusione e rielaborazione: la spalliera della sedia originaria cinese, si è trasformata in tubo d’acciaio ricurvo, mentre è rimasto costante l’elemento centrale di legno. Altri elementi della collezione sono il “tavolo altare”, altre sedute e un tavolino da tè, tutti concepiti attraverso lo stesso linguaggio.

Aldilà delle comprensibili difficoltà logistiche del progetto, esso si è rivelato come un’esperienza di estrema ricchezza, per entrambe le parti, la cinese e l’italiana: le due conoscenze si sono incontrate per scambiarsi tecniche di lavorazione e per rendere possibile la collezione.  

C.C.

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