Piuarch firma il flagship store Givenchy a Seoul | Architetto.info

Piuarch firma il flagship store Givenchy a Seoul

La maison si affida allo studio milanese per il nuovo store nella capitale sudcoreana, un 'involucro cubo' che richiama l'estro sartoriale del brand

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Il nuovo Flagship store Givenchy a Seoul, su progetto di Piuarch – photo by Kyungsub Shin

Nei suoi quasi vent’anni di attività, lo studio milanese Piuarch si è mosso con disinvoltura tra progettazione per il residenziale, headquarters aziendali e retail design. All’interno di quest’ultimo filone hanno ‘fatto scuole’ le collaborazioni con marchi del fashion e del luxury di rilevanza mondiale, in particolare attraverso una reinterpretazione dello shop in chiave essenziale e al contempo elegante. Da segnalare le boutique Excelsior a Krasnodar, Helen Marlen Mandarin a Kiev e Les Hommes a Milano, oltre ovviamente alla intensa e duratura collaborazione con il brand Dolce & Gabbana, che a Piuarch ha affidato molte boutique in giro per il mondo, il suo ristorante milanese Gold e le varie sedi produttive e amministrative. E a suggellare questo eccezionale percorso, nel 2013, lo studio è stato insignito del premio ‘Architetto dell’anno’ del Cnappc.

A fornire un nuovo importante tassello al percorso nel ‘luxury’ dello studio è il brand Givenchy, che a Piuarch si è affidato per il suo nuovo flagship store a Seoul, ibridando l’esperienza dello studio milanese con il concept originale del direttore creativo Givenchy, Riccardo Tisci.

photo by Kyungsub Shin

Situata al numero 78-11 della prestigiosa Cheongdam Dong, nel fashion district di Gangnam Gu, la boutique copre 400 mq, suddivisi su quattro piani dedicati alle collezioni uomo, donna e accessori.

L’edificio presenta una struttura geometrica grafica, a chiazza di petrolio, con un interno iper-minimalista che riflette i temi e l’allure del brand, pensato per esaltare il contrasto con i prodotti.

Tratto saliente del progetto è la facciata-involucro, vera e propria ‘seconda pelle’ in rilievo che riflette l’identità urbana che nasce dall’evocazione del caratteristico taglio sartoriale a ”T” che contraddistingue il marchio francese.

photo by Kyungsub Shin

La superficie bugnata delle lastre in acciaio elettrolucidato crea un effetto mutevole che cambia a seconda del riflesso della luce e del paesaggio circostante. Al vertice dell’edificio la facciata si apre in una citazione del ‘T cut’, mostrando un dettaglio in ottone satinato. Oltre ad essere l’evocazione diretta ad un segno stilistico caratteristico di Givenchy, questo segno diviene landmark per chi percorre la grande via Cheongdam.

photo by Kyungsub Shin

Ispirata all’Optical Art e alla lavorazione dei tessuti adoperati da Givenchy nelle ultime collezioni, la lamiera ondulata della facciata presenta fori irregolari che alla sera danno un immagine dell’edificio in constante divenire. La superficie esterna ha un andamento in rilievo bombato, il metallo riflette e deforma la luce generando effetti cinetici/optical che fanno si che la facciata nel corso della giornata sembri in continuo divenire.

“Il tema di questi elementi bugnati”, spiega lo studio, “fa riferimento alla ricerca stilistica di Givenchy sui materiali, trasportato nella visione di Piuarch nei riferimenti all’arte italiana degli anni ’60: Lucio Fontana ed Enrico Castellani su tutti. Il punto di contatto tra l’arte optical italiana e Givenchy è proprio il segno impresso da Riccardo Tisci, il cui lavoro è percorso da continui riferimenti ai movimenti artistici tipici dell’arte italiana”.

photo by Kyungsub Shin

Oltre che per i materiali di facciata, anche per gli interni lo studio ha voluto potenziare l’elemento ‘sartoriale’ adottato come tratto distintivo di rievocazione dei ‘valori Givenchy’. Si è optato così per materiali sofisticati quali marmo calacatta, salanoir, pietra di Basalto, che vengono affiancate a degli elementi diversi per creare uno spirito elegante e allo stesso tempo contemporaneo. Particolare importanza è data alla scala interna rivestita di Marmo Sahara noir, staccata dal muro con rampe che salgono in direzioni diverse.

photo by Kyungsub Shin

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