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Poltrona o rifugio?

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La Ball Chair di Eero Aarnio, realizzata nel 1966, con la sua forma sferica offre un’atmosfera accogliente e riposante, al riparo dai rumori esterni. Un rifugio, uno spazio privato per rilassarsi o parlare al telefono.

La Ball Chair, o Globe Chair come viene talvolta chiamata, è stata disegnata mediante l’impiego di una delle forme geometriche più semplici: la sfera. Tagliandone via un pezzo e fissandola a terra in un punto specifico, Eero Aarnio ha ottenuto una seduta dalla forma assolutamente non convenzionale.

L’artista finlandese, nato nel 1932, è stato – ed è ancora – tra i pionieri nell’utilizzo della plastica nel design industriale, tra gli artefici della “rivoluzione” che liberò i designer da vincoli di forma e colore, avviando la produzione di oggetti a metà strada tra il funzionale e il ludico.

“L’idea per la Ball Chair è scaturita da una pura necessità. Nel 1962 avevo aperto uno studio indipendente e avevo appena traslocato in una nuova casa. Mancava una poltrona comoda e decisi di farmene una io”. Con queste semplici parole Aarnio descriveva la nascita di quella che è, oggi, una delle icone del design.

“Dopo i primi tentativi, ho notato che la forma si era semplificata a tal punto da ridursi a una sfera. Ho attaccato un disegno in scala 1 a 1 alla parete e ho cercato di farmi un’idea di come si sarebbe mossa la mia testa una volta seduto all’interno. Essendo io il più alto in famiglia, ho finto di sedermi, mentre mia moglie segnava la posizione del mio capo con una matita. In questa maniera ho potuto determinare l’altezza della seduta. Le altre misure, in virtù della forma circolare, sono venute di conseguenza, sempre tenendo a mente che la sfera sarebbe dovuta poi passare attraverso l’ingresso di casa”.

Aarnio ha poi realizzato personalmente il prototipo, con uno stampo ottenuto stendendo un velo di compensato su di una struttura a centine, come per la fusoliera o l’ala di un aereo. Successivamente ha coperto il compensato con della carta bagnata e ha iniziato a ricoprire la superficie con la vetroresina. Dopo aver fatto imbottire e rivestire l’interno, il designer ha aggiunto un piedestallo. Era nata la Ball Chair: una delle più interessanti poltrone del XX secolo.

La prima Ball Chair realizzata artigianalmente si trova ancora nella casa di Eero ed è quella che videro due giovani manager della Asko in occasione della loro prima visita, i quali furono subito folgorati da questo esempio di design. Ci vollero comunque alcuni anni prima che fosse effettivamente avviata la produzione in serie. La Ball Chair venne presentata al pubblico in occasione del Salone Internazionale del Mobile di Colonia nel 1966 e rappresentò una sensazionale novità, consacrando definitivamente Eero Aarnio quale caposcuola dell’impiego della vetroresina nel campo del design.

“Si tratta di una via di mezzo tra un mobile e un oggetto di architettura dato che è contemporaneamente mobile e fisso”. Così recitava la brochure del Vitra Design Museum.

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