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Progettare giardini e terrazze: la scelta della pavimentazione

Dall'esperto di outdoor design, una panoramica sulle pavimentazioni per esterno e sui materiali piu' interessanti

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Le pavimentazioni per giardini e terrazze possono essere realizzate con materiali tra loro molto diversi. Lo scopo è migliorare l’accessibilità, rendere lo spazio idoneo alla sosta e facilitare la manutenzione, ma anche caratterizzare e raccordare le zone dello spazio, contribuendo all’unitarietà della composizione e al riconoscimento degli spazi stessi.

A parte alcune caratteristiche di base, come la resistenza agli agenti atmosferici (specialmente al gelo) e una finitura scabrosa idonea a evitare lo scivolamento, i materiali e le soluzioni consentono una grande varietà.

Vediamo nello specifico i materiali più utilizzati. Per ulteriori approfondimenti si rimanda anche agli articoli dedicati.

Ghiaia

La ghiaia rappresenta una soluzione molto versatile. Può essere accostata ad altri materiali, come lastre in pietra, legno duro, bande metalliche o anche al prato erboso, e può arricchirsi con l’inclusione di materiali diversi, come ghiaia di vetro colorato o metallo o granuli di marmo macinato.

La scabrosità e l’irregolarità che la caratterizzano le conferiscono un carattere rurale, ma può essere impiegata con successo anche per soluzioni contemporanee e minimali di elevato pregio architettonico.

Gli svantaggi di questo tipo di materiale sono legati alla fruizione e al transito di passeggini, sedie a ruote e biciclette, soprattutto se non è adeguatamente compattata e se la granulometria non è adeguata, nonché all’utilizzo su superfici in forte pendenza.

Pietra

Quando si utilizza la pietra è bene considerare la tipologia tipica dell’area geografica. Ciò può essere elemento vincolante in un recupero conservativo, ma è anche la tendenza per privilegiare sempre più il km 0.

Alcune pietre per esterni tra le più utilizzate sono: porfido, quarzite, ardesia, pietra calcarea, beola, granito, pietra di York, arenaria, pietra serena, pietra di Luserna, pietra di Modica, travertino, ciottoli di fiume ecc.

La scelta del tipo di pietra è conseguenza delle esigenze funzionali ed estetiche del progetto e degli aspetti tradizionali e paesaggistici del contesto.

Pavimentazione in ciottoli di fiume cementati e cordolo in mattoni (Foto Archivio Marsiglilab)

Legno

L’impiego del legno come pavimentazione per esterni offre particolari soluzioni estetiche e di pregio, soprattutto per le potenzialità di inserimento paesaggistico intrinseche nel materiale stesso, che ne permettono una felice integrazione sia con gli elementi architettonici che con quelli vegetali. Questo materiale riesce anche a creare un’atmosfera calda, particolarmente adatta per un impiego nelle zone living arredate.

Una forma particolare in cui viene utilizzato il legno è la corteccia, che fornisce una superficie elastica apprezzabile ad esempio in un’area gioco per bambini o in un’aiuola; trattandosi però di un materiale biodegradabile necessita di sostituzione ogni 3-4 anni.

Il legno viene principalmente utilizzato nella forma di doghe, listoni e piastrelle.

Conglomerato bituminoso

Costituiti da una miscela di inerti (sabbia e ghiaia) legati da composti bituminosi, i manti bituminosi trovano oggi nuove applicazioni. I possibili impieghi riguardano piazze, piste ciclabili e tutte le aree di particolare interesse architettonico o paesaggistico.

È possibile fare uso di appositi prodotti di resinatura che danno ai polimeri del bitume la colorazione desiderata con il vantaggio di una durabilità superiore alle verniciature classiche.

La posa in opera può essere fatta su appositi sottofondi in calcestruzzo o tout venant.

Pavimentazioni in gomma antitrauma

Le pavimentazioni antitrauma in gomma sono un sistema di pavimentazioni in resina di sicurezza, gettate in opera, che trovano impiego in aree giochi, piscine, giochi d’acqua, parchi tematici, arredo urbano e applicazioni speciali.

L’insieme è costituito da varie componenti: un sistema di ancoraggio, un tappeto di base in filamenti di gomma SBR, un manto di usura in granuli di gomma EPDM. Il legante, componente fondamentale del sistema, è la resina poliuretanica disponibile in varie formulazioni esclusive in relazione all’applicazione.

Il risultato finale è una superficie monolitica antiscivolo e antitrauma, senza giunture, con interessanti vantaggi tra cui la permeabilità alla pioggia, la resistenza all’usura, grande flessibilità rispetto alla morfologia del terreno e alle scelte stilistiche.

La produzione di questo tipo di materiale può essere integrata con l’utilizzo di materiali di riciclo.

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L’autore


Filippo Marsigli

Filippo Marsigli Rossi Lombardi, bolognese classe 1970, si è laureato all’Università di Bologna presso la Facoltà di Agraria e ha completato i suoi studi a Londra, con il corso di specializzazione in Architettura del Paesaggio presso la Inchbald School of Design (1996-1997). Durante la sua permanenza a Londra ha collaborato con lo studio “The Master Gardeners design consultant and landscape contractors” con John Plummer e Andrew Perley, lavorando alla progettazione e al restauro di parchi storici e giardini pubblici, e ha poi avviato, nel 1998, lo studio londinese di progettazione e realizzazione di giardini “Mediterranea Garden Landscape Architects”. Rientrato in Italia, nel 1999, ha lavorato come associato presso lo Studio Creative e dal 2001 ha anche avviato la sua attività di docenza presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. Nel 2007 ha dato vita a FrassinagoLab (Landscape Architecture Bologna) oggi Marsiglilab, realtà di successo nel cuore di Bologna, specializzandosi nella progettazione di aree verdi pubbliche e private.

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Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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